Sen. Marino: urgente legge per regolamentare cure palliative
'Occorre approvare in tempi brevi una legge che regolamenti le cure palliative per dare una risposta ai malati che combattono con il dolore nella fase terminale della loro vita e che soprattutto tenga conto della popolazione anziana'. Lo ha detto il presidente della Commissione igiene e sanita' del Senato, Ignazio Marino, nel 52/mo Congresso nazionale della Societa' italiana di geriatria e gerontologia (Sigg) che si e' chiuso ieri a Firenze.
'Attualmente abbiamo circa 120 hospice per i malati terminali attivi su tutto il territorio italiano, ma la loro distribuzione e' totalmente sbilanciata. Basti pensare che ben 103 sono dislocati da Roma in su e soltanto 17 si trovano nelle regioni meridionali', ha proseguito Marino, che in un dibattito pubblico sulla salute degli anziani si e' confrontato con il presidente della Sigg, Roberto Bernabei.
'La palliazione non puo' riguardare solamente l'oncologia e la nuova legge dovrebbe toccare anche i malati affetti da patologie respiratorie e legate al progredire dell'eta'', ha aggiunto Bernabei, che ha tracciato l'identikit degli anziani italiani, quel 20% della popolazione che ha superato i 65 anni e che, dagli ultimi dati demografici, puo' contare su un' aspettativa di vita di 77,8 anni per gli uomini e 83,7 per le donne. Circa 12 milioni di persone che necessitano di essere curate attraverso una medicina della complessita' che metta al primo posto la salute globale dell'anziano con un'assistenza integrata dal punto di vista socio-sanitario. Bernabei ha osservato: 'rimango stupefatto dal dibattito sull'eta' pensionabile: non si tiene conto del fatto che gli italiani sono in ottima salute fino a 70 anni, mentre i politici non hanno il coraggio di mandarli in pensione perlomeno a 65. In tal modo si libererebbero risorse per assistere la non autosufficienza degli ultraottantenni, la vera epidemia del Paese'.
'Ci attendiamo che dopo le parole seguano i fatti'. Lo ha detto il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato, Massimo Polledri.
'E' prioritario ripensare alle cure palliative perche' l'Italia e' il fanalino di coda nel combattere il dolore e per quanto riguarda il consumo e l'appropriatezza dei farmaci. Inoltre siamo ultimi anche per quanto riguarda la rete degli hospice e l'assistenza domiciliare'. Dopo aver sottolineato che 'si sono sprecati due anni parlando di testamento biologico, eutanasia e affini, piu' per motivi ideologici e personalistici che per le reali esigenze del paese', Polledri ribadisce come ora sia necessario 'occuparsi dei vivi e considerare che la vita e' tale anche quando si soffre, piuttosto che pensare che la morte sia la soluzione'.
'Speriamo che alle parole di Ignazio Marino seguano i fatti perche' e' da circa 8 mesi che la Lega Nord ha depositato un progetto di legge con l'aiuto di oncologi, professori universitari, associazioni dei malati che si preoccupa di curare e prendersi cura delle fasi terminali della vita o del dolore cronico. Ci aspettiamo che Marino non tergiversi e calendarizzi in commissione sanita' il provvedimento'.
'Attualmente abbiamo circa 120 hospice per i malati terminali attivi su tutto il territorio italiano, ma la loro distribuzione e' totalmente sbilanciata. Basti pensare che ben 103 sono dislocati da Roma in su e soltanto 17 si trovano nelle regioni meridionali', ha proseguito Marino, che in un dibattito pubblico sulla salute degli anziani si e' confrontato con il presidente della Sigg, Roberto Bernabei.
'La palliazione non puo' riguardare solamente l'oncologia e la nuova legge dovrebbe toccare anche i malati affetti da patologie respiratorie e legate al progredire dell'eta'', ha aggiunto Bernabei, che ha tracciato l'identikit degli anziani italiani, quel 20% della popolazione che ha superato i 65 anni e che, dagli ultimi dati demografici, puo' contare su un' aspettativa di vita di 77,8 anni per gli uomini e 83,7 per le donne. Circa 12 milioni di persone che necessitano di essere curate attraverso una medicina della complessita' che metta al primo posto la salute globale dell'anziano con un'assistenza integrata dal punto di vista socio-sanitario. Bernabei ha osservato: 'rimango stupefatto dal dibattito sull'eta' pensionabile: non si tiene conto del fatto che gli italiani sono in ottima salute fino a 70 anni, mentre i politici non hanno il coraggio di mandarli in pensione perlomeno a 65. In tal modo si libererebbero risorse per assistere la non autosufficienza degli ultraottantenni, la vera epidemia del Paese'.
'Ci attendiamo che dopo le parole seguano i fatti'. Lo ha detto il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato, Massimo Polledri.
'E' prioritario ripensare alle cure palliative perche' l'Italia e' il fanalino di coda nel combattere il dolore e per quanto riguarda il consumo e l'appropriatezza dei farmaci. Inoltre siamo ultimi anche per quanto riguarda la rete degli hospice e l'assistenza domiciliare'. Dopo aver sottolineato che 'si sono sprecati due anni parlando di testamento biologico, eutanasia e affini, piu' per motivi ideologici e personalistici che per le reali esigenze del paese', Polledri ribadisce come ora sia necessario 'occuparsi dei vivi e considerare che la vita e' tale anche quando si soffre, piuttosto che pensare che la morte sia la soluzione'.
'Speriamo che alle parole di Ignazio Marino seguano i fatti perche' e' da circa 8 mesi che la Lega Nord ha depositato un progetto di legge con l'aiuto di oncologi, professori universitari, associazioni dei malati che si preoccupa di curare e prendersi cura delle fasi terminali della vita o del dolore cronico. Ci aspettiamo che Marino non tergiversi e calendarizzi in commissione sanita' il provvedimento'.
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