Sabato 6 giugno 2026
Menu

Il Senato calendarizza disegni di legge sul testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La commissione Sanita' del Senato ha calendarizzato, su proposta del presidente, Antonio Tomassini, i disegni di legge in materia di "Dichiarazioni anticipate di trattamento". La decisione e' stata assunta all'unanimita' con consenso trasversale da parte di tutti i membri presenti, che ne hanno chiesto la tempestiva attuazione. Il presidente Tomassini spiega che "per accelerare i tempi di approvazione del provvedimento e' stata accolta anche la mia richiesta di dare per acquisite tutte le attivita' conoscitive e informative in materia, che erano state attivate nel corso della precedente legislatura dalla stessa Commissione. Siamo ben coscienti della necessita' di portare a termine in tempi brevi il ddl, come dimostrano anche le cronache degli ultimi tempi". Il ddl riguarda un atto scritto con il quale disporre in merito ai trattamenti sanitari, nonche' in ordine all'uso del proprio corpo o di parte di esso nei casi consentiti dalla legge.   

ALTRI COMMENTI

Nessuna apertura del cardinale Bagnasco al testamento biologico. Nessun cambiamento di rotta. In un editoriale a firma di Francesco Ognibene, 'Avvenire' critica quanti hanno letto nelle parole del presidente della Cei una inversione sulla legge di fina vita. E soprattutto il direttore del 'Foglio', Giuliano Ferrara che ieri ha duramente criticato Bagnasco. "Forse stavolta l'amico Ferrara, quasi sempre capace di leggere in tema di bioetica là dove gli altri stentano ad arrivare, non ha capito bene - sottolinea il quotidiano dei vescovi - come hanno equivocato alcuni altri, sul versamento opposto, e già questa inopinata confluenza dovrebbe indurre a qualche istintivo sospetto".  "Amico Ferrara - rimarca 'Avvenire' - che ti succede? Dove è andata a finire la tua rinomata lucidità, la tua proverbiale e caparbia autonomia di pensiero?". "Ma davvero c'è da credere a chi asserisce che nella posizione espressa lunedí scorso dal cardinale Angelo Bagnasco in tema di fine-vita ci sarebbe una 'svolta' se non addirittura una 'rinuncia' rispetto alle posizioni classiche fin qui sostenute dalla Chiesa, per deragliare verso una 'risposta intimidita e confusa', cedevole insomma nei confronti di una 'cultura post-moderna che si mangiucchia pezzo per pezzo...ció che resta della resistenza al relativismo soggettivista'? No - ribatte il quotidiano della Cei - evidentemente è roba da non credere, che puzza di impraticabilità lontano mille miglia". "Prendere atto" che nel caso Englaro ci siano "fatti nuovi con i quali occorre fare i conti - conclude 'Avvenire' - è un segno di saggezza, non certo di disinvoltura, di lungimiranza, non di ripiegamento. Di coerenza, non di rovesciamento delle posizioni".    

La Chiesa accetta una legge sul 'fine vita' non per 'sua scelta', ma perche' questa e' imposta dal susseguirsi contraddittorio di sentenze dei tribunali; tuttavia ribadisce che un malato in fase terminale 'ha diritto ad avere l'alimentazione, l'idratazione e le terapie necessarie': niente forme legali di 'eutanasia mascherata o di abbandono terapeutico', ha spiegato oggi, in una dichiarazione alla Radio Vaticana, mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita. Il presule ha osservato che non ci possono essere fraintendimenti sulle parole pronunciate lunedi' scorso a Roma dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in apertura del Consiglio permanente. 'Il cardinale Bagnasco ha detto che l'alimentazione e l'idratazione non devono essere sottratti mai al paziente. Cio' che si deve offrire al malato in fase finale rimane quello che e' stato insegnato finora: ha diritto ad avere l'alimentazione e l'idratazione e ad avere le terapie necessarie', senza 'accanimenti terapeutici'. 'Si accetta un discorso di una legge, perche' si impone - ha aggiunto ancora - a causa non di una scelta della Chiesa, ma di sentenze di tribunali che impongono di fare delle chiarificazioni'.    

 Il vero biettivo del fronte clericale n non e' tutelare le persone, ma impedire la loro audeterminazione che viene cosi' colpita. E' la posizione espressa, a nome dell'Associazione 'Luca Coscioni' che fa parte della galassia radicale, da Alessandro Capriccioli, membro della Giunta. "Le recenti dichiarazioni sul testamento biologico del Presidente della Cei, Angelo Bagnasco, secondo il quale non sarebbe lecito sospendere la nutrizione e l'idratazione artificiali perche' non si tratterebbe di trattamenti medici, prestano il fianco - spiega Capriccioli - a due diversi ordini di obiezioni. Da un lato, infatti, la qualificazione di quei trattamenti come terapie e' confermata dalle evidenze scientifiche, oltre che dall'esistenza un'apposita associazione, composta da medici, che si occupa di tali pratiche e che ha sempre affermato il loro carattere strettamente terapeutico. Dall'altro lato, anche volendo ammettere per amor di discussione che tali pratiche siano atti non tecnicamente qualificabili come cure mediche, non e' affatto chiaro per quale motivo ad essi non si potrebbe rinunciare, dato che l'autodeterminazione dell'individuao non e' un principio riferibile alle sole terapie, ma a tutti gli aspetti della vita delle persone". Resta percio', "da chiedersi come mai tanta solerte attenzione verso l'individuo non sia stata profusa, dagli stessi che oggi si stracciano le vesti in nome di un presunto rispetto della vita umana nei confronti di Giovanni Nuvoli che - nota Capriccioli - fu costretto a lasciarsi morire di fame e di sete non per una sua libera scelta, ma nel disperato tentativo di far valere il proprio diritto a sospendere le terapie cui era sottoposto contro la sua volonta': in quel caso i clericali non ebbero esitazioni ad ignorare, con spaventosa indifferenza, la rinuncia all'alimentazione, pur di impedire con ogni mezzo che Nuvoli potesse esercitare la sua liberta' di scelta - conclude - con cio' dimostrando in modo inequivocabile che il vero obiettivo del fronte integralista, al di la' della proclamata tutela della persona, e' in realta' l'esigenza che venga del tutto cancellato il suo diritto ad autodeterminarsi".    

"Se non altro si comincia a parlarne". Lo sottolinea l'oncologo Umberto Veronesi, presidente dell'omonima fondazione alla quarta conferenza sul futuro della scienza, a propodito del testamento biologico e su quello che sembrerebbe un segnale di apertura al dialogo da parte della Chiesa.  "Prima era quasi impossibile: il fatto che si apra il dibattito e' positivo - spiega Veronesi - seppur la questione e' difficile da risolvere e ci sono dei punti diffcili da risolvere come l'alimentazione artificiale. Pero' parlandone si puo trovare una soluzione".    

"La politica non sia anarchica su temi etici, se ne occupi con responsabilita'". Lo afferma il deputato della Lega Nord Massimo Polledri intervenendo sulla questione del testamento biologico, che deve essere affontata nelle aule parlamentari "senza cedere alla tentazione di strumentalizzare, in un senso o nell'altro, le parole della Chiesa che da 2000 anni, al di la' dei governi che si sono succeduti, continua a fare il suo lavoro".  Polledri ribadisce che e' inutile "strumentalizzare le parole di Monsignor Bagnasco, in merito alla necessita' di un intervento del legislatore 'sul fine della vita'. Condividiamo la decisione dei vescovi italiani di non ammettere nessuna apertura al testamento biologico. Come ribadito con chiarezza da Monsignor Angelo Sgreccia, la Chiesa non potra' cedere in nessun modo a quello che e' uno dei principi cardine della propria missione: la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale. E' ovvio pero' - spiega il deputato della Lega Nord - che il caso Englaro ha interrotto per sempre la natura privatistica di tali problematiche, affidata al rapporto fiduciario tra il medico e il paziente, facendo emergere l'improrogabilita' di un intervento del legislatore sui temi in oggetto".  "Si rende impellente, quindi - sottolinea Polledri - un intervento del Parlamento proprio al fine di definire contorni giuridici del problema: esplicitando nel nostro ordinamento penale il divieto di eutanasia e intervenendo con misure concrete, capaci di una reale presa in carico del paziente nella fase terminale; contrastando tutte le pratiche di accanimento terapeutico e garantendo il rispetto dell'autodeterminazione del paziente, attraverso il riconoscimento del consenso, che deve essere esplicito, manifesto ed attuale e non puo' mai rappresentare - conclude Polledri - un vincolo per il medico nell'esercizio della sua professione".    

"Sono ottimista, dopo le parole del cardinale Bagnasco credo che le Camere potranno legiferare sul testamento biologico in un clima piu' sereno". Lo afferma Margherita Boniver (Pdl). "Ho sempre sostenuto la necessita' di una normativa visti i drammaticissimi casi di Welby, Englaro e di tanti altri. Sostengo con forza - prosegue la parlamentare - il no all'eutanasia di Stato e, contemporaneamente, il no alla terapia di stato che contrasta con il principio dell'autodeterminazione della persona". "È molto importante comunque - conclude Boniver - che non si creino artificiosi steccati tra laici e cattolici ma che prevalga l'interesse comune di una legge equilibrata per dare una risposta alle tante persone che soffrono".    

I socialisti presenteranno una proposta di legge di iniziativa popolare sul testamento biologico. Ad annunciarlo e' il segretario nazionale Riccardo Nencini, che illustrera' i contenuti del provvedimento nel corso di un seminario organizzato dal Ps che si terra' mercoledi' 7 ottobre prossimo a Roma. Il convegno, dal titolo 'I padroni della vita - Il testamento biologico: l'uomo e la sua natura', si svolgera' presso la Sala Berlinzani della Domus Nova Bethlem (via Urbana 1, ore 10) e vedra' la partecipazione di esponenti del mondo politico, accademico ed ecclesiastico. Tra i relatori che hanno confermato la loro presenza, il professor Francesco Margiotta Broglio, l'onorevole Carlo Casini, il professor Aldo Schiavone, la professoressa Paola Muti, il dottor Giovanni Blandino, il professor Mauro Barni.   


ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →