Senatore Marino: uno Stato laico non puo' proibire l'aborto
Uno Stato laico deve avere e non puo' non averla una legge sull'aborto: e la 194 che ha eliminato la piaga degli aborti clandestini praticati dalla mammane, facendoli, di fatto, uscire dall'illegalita', non e' oggi in discussione anche se va applicata in ogni sua parte in direzione della vita.
Lo ha affermato il Presidente della Commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino che ieri, a Roma, ha promosso un incontro sul tema della legalita' e della sicurezza, in particolare nella sanita', cui ha partecipato l'ex-Procuratore Capo della Procura di Milano, Gerardo D'Ambrosio per il quale 'non e' importante la durezza quanto la certezza della pena'.
"Nel corso di tanti anni di servizio al Pronto Soccorso ho visto arrivare tante donne e molte giovani con l'utero perforato e sanguinanti per essersi affidate ad una mammana e tante non ce l'hanno fatta: per questo ritengo che uno Stato Laico non possa non avere una legge sull'aborto che resta in ogni caso un dramma da evitare".
Legalita' e sicurezza chiede la gente e pretende nel merito risposte concrete. "E noi del Pd le diamo sia in generale ma anche in particolare nella sanita' dove le sacche di illegalità' vanno superate: non ci saranno piu' nomine di primari e di figure apicali da parte della politica che si fermera' al Ministro della Salute e agli Assessori". Le nomine di primari avverra' dunque per altre vie diverse dai direttori generali delle Asl: i concorsi. "E con commissioni composte da persone di altre regioni non del posto dove si tiene il concorso". Non solo, ma molto conteranno poi i titoli e l'attivita' svolta: cosi', ha chiarito Marino, se serve un chirurgo generale per esempio l'addome, non sara' ammesso un chirurgo generale che ha operato solo la mammella. I concorsi ed i titoli di ogni partecipante saranno pubblicati su Internet nel segno, insomma, della massima trasparenza, ha aggiunto Marino.
Se D'Ambrosio ha messo l'accento sui tempi piu' rapidi per i processi e sul fatto che chi commette un reato e viene colto in fragranza non possa uscire il giorno dopo, Marino si e' detto favorevole a dare agli immigrati che paghino le tasse e che da un certo numero di anni siano residenti in una citta' il diritto di voto amministrativo.
Lo ha affermato il Presidente della Commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino che ieri, a Roma, ha promosso un incontro sul tema della legalita' e della sicurezza, in particolare nella sanita', cui ha partecipato l'ex-Procuratore Capo della Procura di Milano, Gerardo D'Ambrosio per il quale 'non e' importante la durezza quanto la certezza della pena'.
"Nel corso di tanti anni di servizio al Pronto Soccorso ho visto arrivare tante donne e molte giovani con l'utero perforato e sanguinanti per essersi affidate ad una mammana e tante non ce l'hanno fatta: per questo ritengo che uno Stato Laico non possa non avere una legge sull'aborto che resta in ogni caso un dramma da evitare".
Legalita' e sicurezza chiede la gente e pretende nel merito risposte concrete. "E noi del Pd le diamo sia in generale ma anche in particolare nella sanita' dove le sacche di illegalità' vanno superate: non ci saranno piu' nomine di primari e di figure apicali da parte della politica che si fermera' al Ministro della Salute e agli Assessori". Le nomine di primari avverra' dunque per altre vie diverse dai direttori generali delle Asl: i concorsi. "E con commissioni composte da persone di altre regioni non del posto dove si tiene il concorso". Non solo, ma molto conteranno poi i titoli e l'attivita' svolta: cosi', ha chiarito Marino, se serve un chirurgo generale per esempio l'addome, non sara' ammesso un chirurgo generale che ha operato solo la mammella. I concorsi ed i titoli di ogni partecipante saranno pubblicati su Internet nel segno, insomma, della massima trasparenza, ha aggiunto Marino.
Se D'Ambrosio ha messo l'accento sui tempi piu' rapidi per i processi e sul fatto che chi commette un reato e viene colto in fragranza non possa uscire il giorno dopo, Marino si e' detto favorevole a dare agli immigrati che paghino le tasse e che da un certo numero di anni siano residenti in una citta' il diritto di voto amministrativo.
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