Venerdì 5 giugno 2026
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Senegal. Spagna rispetti convenzioni internazionali sui rimpatri

AFRICA - SENEGAL
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Il presidente senegalese Abdoulaye Wade ha chiesto "il rispetto scrupoloso delle convenzioni internazionali che consentono i rimpatri nel rispetto della dignità" dei migranti senegalesi espulsi dell'Europa, all'indomani della richiesta formale inoltrata da Dakar a Madrid per sospendere le procedure di rimpatrio.
In un comunicato diffuso oggi, Wade "ha ricordato che gli immigrati che sono in Spagna e in Francia devono sottostare alla legislazione di questi paesi, ma che il Senegal esige, in caso di rimpatrio, il rispetto scrupoloso delle convenzioni internazionali stabilite a tal fine, che permettono un rimpatrio nel rispetto della dignità". Il presidente senegalese "ha chiesto inoltre al governo di adottare misure severe contro i trafficanti, con il sequestro delle imbarcazioni, e ha invitato la popolazione a cooperare alla loro idenficazione e denuncia".
Le parole del presidente arrivano all'indomani delle aspre critiche espresse da due ministri del governo di Dakar, dell'Interno e dell'Agricoltura, contro le procedure adottate da Madrid per il rimpatrio dei 99 migrati senegalesi, avvenuto mercoledì scorso. Il ministro per l'Agricoltura, Farba Senghor, ha dichiarato che i migranti "sono stati ammanettati" e che le autorità spagnole li avevano informati di essere diretti a Malaga, in Spagna, e non in Senegal. Il ministro dell'Interno, Ousmane Ngom, ha affermato che "se non rispettano la dignità delle persone rimpatriate, rimetteremo in discussione il rimpatrio dei nostri connazionali".
Nella nota inoltrata ieri dal Senegal alla Spagna per la sospensione dei rimpatri si parla di "circostanze che raccomandano questa misura e che richiedono un'indagine".

Intanto la Finlandia invia rinforzi alla Spagna per arginare il flusso di immigrati clandestini che quotidianamente sbarcano alle Canarie. Il governo di Helsinki ha deciso di inviare sull'arcipelago guardie di frontiera e un aereo da ricognizione Dornier dalla prossima settimana. La Finlandia si unisce cosi' allo sforzo di altri otto paesi europei - Italia, Francia, Grecia, Portogallo, Olanda, Gran Bretagna e Spagna - che hanno annunciato pattuglie congiunte a largo delle coste africane per controllare l'immigrazione clandestina.
Dopo il rinforzo dei controlli, a fine 2005, in marocco e sulla costa sud della Spagna, in marzo i clandestini sono sbarcati in massa - 9.000 nei primi cinque mesi di questo anno, di cui quasi cinquemila in maggio - sulle sette isole dell'arcipelago atlantico.
Il ministro degli Interni tedesco, Wolfgang Schauble, ha criticato oggi la politica della Spagna in materia di immigrazione, a suo giudizio troppo lassista. "Ho parlato con il mio collega spagnolo in un modo non troppo diplomatico", ha detto Schauble, parlando a margine di una riunione di ministri in Lussemburgo.
Nelle ultime settimane sono sbarcati migliaia di immigrati clandestini nelle isole Canarie. Il ministro cristiano-democratico tedesco ha criticato la politica attuata da Madrid, che consiste nel trasferire e lasciare in libertà i clandestini nella penisola sei nei 40 giorni successivi allo sbarco nelle Canarie non possono essere identificati per il rimpatrio.
Interpellato sulle critiche, il segretario di Stato spagnolo agli Interni Antonio Camacho si è detto sorpreso perché "il ministro tedesco non mi ha parlato di questo nel nostro incontro. Non voglio entrare in una polemica artificiale".
Anche il predecessore di Schauble, il socialista Otto Schily, aveva criticato la decisione del governo di José Luis Rodriguez Zapatero di regolarizzare alcune centinaia di migliaia di clandestini nel 2005.
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