Senegalese ucciso da datore di lavoro perche' chiedeva arretrati stipendio
Reclamava lo stipendio che da tre mesi non gli era stato versato. E' stato ucciso dal datore di lavoro con nove coltellate. Ibrahim M'bodi operaio 35enne in un cantiere edile, senegalese trapiantato a Zumaglia, nel Biellese, fratello di Adam M'Bodi segretario dei metalmeccanici della Cgil di Biella ha perso la vita cosi'.L'uomo e' stato ucciso dal suo datore di lavoro Michele D'Onofrio che lo ha confessato ai carabinieri dopo un lungo interrogatorio.
L'episodio e' avvenuto tre giorni fa. Il cadavere di Ibrahim e' stato ritrovato pero' soltanto ieri da due agricoltori in un canale di scolo ai margini di una risaia. M'Bodi aveva gia' avuto accese discussioni con D'onofrio perche' non riceveva lo stipendio con regolarita'. 'Sono a pezzi' ha commentato il fratello Adam che aveva anche tentato un'inutile mediazione con l'imprenditore. 'E' un omicidio che non puo' passare sotto silenzio', commentano in una nota unitaria i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Biella. 'A nostro avviso - scrivono le tre sigle - fatti di inaudita gravita' come questo rientrano in un clima generale di imbarbarimento dei rapporti sociali, con la possibile aggravante dell'odio razziale. I diritti dei lavoratori sembrano non avere piu' cittadinanza e se, come in questo caso, il lavoratore e' extracomunitario, possono sollecitare le reazioni piu' estreme'. Per mercoledi' prossimo e' stato indetto un presidio di fronte alla prefettura di Biella.
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