Martedì 9 giugno 2026
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Sentenza: stipendi dei ministri di culto finanziati anche dagli atei

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Atei o agnostici non possono pretendere la riduzione delle imposte se il loro Cantone preleva dal gettito i fondi necessari per gli stipendi dei ministri di culto. La pratica non viola la libertà religiosa o di coscienza, sostiene il Tribunale federale confermando una precedente sentenza del Tribunale cantonale.
I fatti: una donna, che si dichiara libera pensatrice, nel 1991 era uscita dalla Chiesa evangelico-riformata del canton Berna e da allora non ha più pagato la specifica imposta di culto. Nel 2006 ha chiesto poi la riduzione dello 0,813% dalle imposte cantonali, vale a dire la quota che il Cantone prende dalla cassa generale per pagare i pastori protestanti. I giudici hanno sostenuto che, pur comprendendo il suo desiderio di non contribuire al sostentamento del clero, il Cantone non lede la sua libertà di coscienza giacché dall'imposizione fiscale non deriva nessun obbligo religioso. Il Tribunale afferma che il gettito, per principio non ha scopi precisi, e cita la giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo che non fa prevalere i motivi di coscienza in materia fiscale. Gli esempi? Strasburgo ha detto "no" all'antimilitarista che non voleva pagare le imposte poiché il 40% è destinato agli armamenti, e altrettanto a chi chiedeva una riduzione del proprio contributo alle assicurazioni sociali se queste finanziano l'aborto.
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