Lunedì 8 giugno 2026
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Separazione rete: l'Agcom fa pressing su Telecom

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il presidente dell'Autorita' per le Comunicazioni, Corrado Calabro' e' tornato a sollecitare con forza che "Telecom Italia esca dall'attuale situazione di guado" dovuta alle lunghe procedure per il passaggio di proprieta', e all'incertezza sul management. "Noi non possiamo aspettare, perche' l'Italia non puo'aspettare" ha affermato Calabro' parlando ad una platea di manager, riunita per la Tavola Rotanda con il governo italiano, organizzata da Business International, riferendosi al confronto in corso con la societa' sulla separazione funzionale della rete di trasmissione. Una trattativa che va avanti da oltre un anno, con alterne vicende, e che ora "ha concluso il lavoro preparatorio affidato ai tecnici. E' giunto il momento delle decisioni e quello spetta ai vertici della societa'" ha inquadrato lo stato dell'arte Calabro'.
Non ha usato mezzi termini il presidente dell'Agcom: "siamo arrivati al capolinea. L'Italia ha bisogno di un progetto per la banda larga in tempi rapidi e non puo' piu' attendere. L'autorita' punta il piu' possibile ad un' intesa con la societa', ma per farlo dobbiamo avere un interlocutore affidabile".
Per il presidente dell'Agcom, la separazione funzionale non e' fine a se stessa ma e' necessaria per rispondere a tre ordini di problemi: "un contenzioso continuo con gli altri operatori, la necessita' di assicurare trasparenza ed evitare pratiche di 'retention' nel sistema, e infine cosa piu' importante, dare certezze al Paese sugli investimenti per la rete di nuova generazione, per la quale servono dagli 8 ai 15 miliardi a seconda di che estensione si parla. Noi non imponiamo investimenti a nessuno, ma dobbiamo sapere se li fara' Telecom o no, e non possiamo attendere questa risposta a tempo indeterminato".
Anche il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni ha affrontato il problema della separazione della rete infrastrutturale di Telecom, anche se da un altro punto di vista :"dobbiamo trovare una soluzione italiana, non c'e' da importare ne' il modello tedesco e forse non si deve neanche importare il modello inglese, che pure a dato ottimi risultati. Una soluzione italiana d'intesa con le imprese affrontando il problema con l'obiettivo di garantire a tutto il Paese collegamenti internet veloci. La banda larga e' un nuovo servizio di natura universale, occorre eliminare il digital divide entro il 2011" ha sottolineato il ministro. Per centrare questo che per Gentiloni "e' un obiettivo di legislatura" serve un "quadro di regole" che consenta lo sviluppo con "un mix tra concorrenza e remunerazione degli investimenti. Sono due esigenze che vanno entrambe soddisfatte".
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