Separazione rete. Vodafone: no a contropartite a Telecom Italia
'Non vi e' dubbio che il caso italiano sia unico in Europa. Telecom Italia detiene quote superiori al 90% del mercato del fisso e superiori al 60% del mercato della larga banda. Questo pur in presenza di una regolamentazione introdotta gia' nel 2002 e all'avanguardia in Europa. Siamo dunque proprio in quelle circostanze eccezionali nelle quali sono urgenti e necessarie nuove e piu' efficaci misure pro concorrenziali, quale la separazione funzionale, in accordo con la Commissione Europea'. Pietro Guindani, amministratore delegato di Vodafone Italia interviene cosi' nel dibattito sullo scorporo della rete Telecom Italia.
I punti decisivi per l'assetto del mercato sono due, spiega Guindani, 'la definizione di un sistema di condizioni che garantisca realmente la parita' di accesso alla rete fissa di Telecom Italia ed il mantenimento di un sistema di condizioni che consenta agli operatori alternativi di competere ad armi pari nei mercati 'retail', dove l'operatore ex monopolista e' ancora dominante con il 90% dei clienti ancora legati all'incumbent. Come gia' affermato dal Commissario Reding, non si comprende come un ex monopolista possa chiedere misure compensative quale contropartita di una apertura a una maggiore concorrenza. Non si puo' scambiare la parita' di accesso ad una rete che rappresenta un monopolio naturale con l'eliminazione delle regole pro-competitive sui prezzi del mercato finale al dettaglio, scambio che potrebbe solo favorire l'operatore dominante e scoraggiare gli investimenti degli operatori concorrenti. In ogni caso la separazione funzionale della rete fissa di Telecom Italia dovra' ricomprendere anche la 'next generation network' per prevenire la costituzione di un nuovo monopolio'.
I punti decisivi per l'assetto del mercato sono due, spiega Guindani, 'la definizione di un sistema di condizioni che garantisca realmente la parita' di accesso alla rete fissa di Telecom Italia ed il mantenimento di un sistema di condizioni che consenta agli operatori alternativi di competere ad armi pari nei mercati 'retail', dove l'operatore ex monopolista e' ancora dominante con il 90% dei clienti ancora legati all'incumbent. Come gia' affermato dal Commissario Reding, non si comprende come un ex monopolista possa chiedere misure compensative quale contropartita di una apertura a una maggiore concorrenza. Non si puo' scambiare la parita' di accesso ad una rete che rappresenta un monopolio naturale con l'eliminazione delle regole pro-competitive sui prezzi del mercato finale al dettaglio, scambio che potrebbe solo favorire l'operatore dominante e scoraggiare gli investimenti degli operatori concorrenti. In ogni caso la separazione funzionale della rete fissa di Telecom Italia dovra' ricomprendere anche la 'next generation network' per prevenire la costituzione di un nuovo monopolio'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti