Serpelloni a Vienna
E' 'fondamentale affrontare e supportare sempre di piu' il trattamento e la riabilitazione della tossicodipendenza non perdendo mai di vista il punto di vista sanitario, ma anche quello socio-economico e cioe' il grande vantaggio che le societa' di tutti i paesi possono avere nel recuperare risorse umane, culturali e intellettuali delle persone vittime di questa malattia'. Lo ha sottolineato il capo del dipartimento politiche antidroga, Giovanni Serpelloni, durante la sessione della Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite che si sta svolgendo a Vienna.
Sottolineando di aver ricevuto dal Direttore Esecutivo dell'Unodc, (United Nations Office on Drugs and Crime) 'vivo apprezzamento' per le iniziative e i progetti attivati del Dpa, Serpelloni ha osservato che 'il trattamento deve essere offerto attivamente, accessibile e gratuito oltre che il piu' precoce possibile per essere veramente efficace. I servizi devono essere attivamente offerti dal sistema sanitario nazionale, gratuitamente e su base permanente, offrendo cosi' un trattamento 'integrato', compreso quello farmacologico, psicologico, educativo oltre ai programmi riduzione dei rischi e dei danni correlati all'uso di sostanze che devono essere complementari e non sostitutivi a quelli di riabilitazione'.
Molto importante anche - sottolinea una nota del Dpa - l'incontro con i rappresentanti delle Drug Courts americane per studiare e promuovere anche in Italia nei prossimi mesi una nuova politica sugli interventi dei tossicodipendenti in carcere al fine di prevenire e ridurre l'accesso e promuovere la depenalizzazione dell'uso di sostanze che in molti paesi del mondo ed europei (al contrario dell'Italia) e' ancora un reato e non un illecito amministrativo come nel nostro Paese.
Sono stati inoltre condivisi con la delegazione Americana i principi delle moderne drug policies e la necessita' di sviluppare politiche sempre piu' orientate al recupero della persona tossicodipendente attraverso un approccio bilanciato e il sistema della sanita' pubblica, riconfermando quindi l'allineamento d'intenti con paesi importanti come Usa, Giappone, Canada, Inghilterra, Svezia e Francia.
Sottolineando di aver ricevuto dal Direttore Esecutivo dell'Unodc, (United Nations Office on Drugs and Crime) 'vivo apprezzamento' per le iniziative e i progetti attivati del Dpa, Serpelloni ha osservato che 'il trattamento deve essere offerto attivamente, accessibile e gratuito oltre che il piu' precoce possibile per essere veramente efficace. I servizi devono essere attivamente offerti dal sistema sanitario nazionale, gratuitamente e su base permanente, offrendo cosi' un trattamento 'integrato', compreso quello farmacologico, psicologico, educativo oltre ai programmi riduzione dei rischi e dei danni correlati all'uso di sostanze che devono essere complementari e non sostitutivi a quelli di riabilitazione'.
Molto importante anche - sottolinea una nota del Dpa - l'incontro con i rappresentanti delle Drug Courts americane per studiare e promuovere anche in Italia nei prossimi mesi una nuova politica sugli interventi dei tossicodipendenti in carcere al fine di prevenire e ridurre l'accesso e promuovere la depenalizzazione dell'uso di sostanze che in molti paesi del mondo ed europei (al contrario dell'Italia) e' ancora un reato e non un illecito amministrativo come nel nostro Paese.
Sono stati inoltre condivisi con la delegazione Americana i principi delle moderne drug policies e la necessita' di sviluppare politiche sempre piu' orientate al recupero della persona tossicodipendente attraverso un approccio bilanciato e il sistema della sanita' pubblica, riconfermando quindi l'allineamento d'intenti con paesi importanti come Usa, Giappone, Canada, Inghilterra, Svezia e Francia.
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