Si riapre il dialogo sull'immigrazione Usa-Cuba
Gli Stati Uniti hanno offerto di riaprire un dialogo sull'immigrazione con Cuba. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato in un nuovo segnale delle prove di distensione dell'America di Barack Obama nei confronti dell'Avana.
I colloqui si sono tenuti per l'ultima volta nel 2003 ma furono sospesi unilateralmente dagli Stati Uniti nel 2004.
Il Dipartimento di Stato ha indicato che i colloqui si impernieranno su una 'migrazione ordinata e in condizioni di sicurezza' da parte di cubani verso gli Stati Uniti.
E' un nuovo passo di disgelo verso Cuba dopo che in aprile l'amministrazione Obama ha revocato le restrizioni ai viaggi e alle rimesse per gli americani che hanno famiglia nell'isola.
'Abbiamo offerto una ripresa dei colloqui', ha detto la portavoce americana Heide Bronke precisando che la proposta e' stata fatta oggi da diplomatici americani in un incontro con colleghi cubani a Washington.
I colloqui sull'emigrazione erano stati avviati durante l'amministrazione Reagan e si erano intensificati dopo accordi a meta' degli anni Novanta tesi a evitare un esodo incontrollato di profughi cubani verso gli Stati Uniti ma nel gennaio 2004 l'amministrazione di George W. Bush li aveva sospesi.
Secondo Robert Pastor, che all'epoca di Jimmy Carter era il consigliere per l'America Latina della Casa Bianca, l'offerta dell'amministrazione Obama rappresenta 'un passo molto importante per la ripresa del dialogoi tra Usa e Cuba'.
L'iniziativa e' stata duramente condannata da tre deputati ispianici della Florida, Ileana Ros-Lehtinen, Lincoln Diaz-Balart e Mario Diaz Balart, che hanno denunciato il nuovo passo come un'apertura a un regime dittatoriale.
I tre parlamentari hanno ricordato che l'amministrazione Bush aveva sospeso il dialogo a causa del rifiuto del governo cubano di dare visti di uscita ai cubani che avevano ricevuto il permesso di ingresso negli Stati Uniti.
'L'amministrazione Obama deve prima insistere che la dittatura dei Castro si adegui agli accordi prima di ripartire i colloqui', hanno scritto i tre parlamentari in una lettera di protesta.
L'offerta americana precede di pochi giorni un incontro regionale il 2 giugno a Tegucigalpa in Honduras in cui la maggioranza dei paesi membri dell'Osa (Organizzazione degli Stati Amnericani) dovrebbe revocare una clausola vecchia di 47 anni usata per espellere Cuba in nome della sua alleanza con i paesi del blocco comunista.
I colloqui si sono tenuti per l'ultima volta nel 2003 ma furono sospesi unilateralmente dagli Stati Uniti nel 2004.
Il Dipartimento di Stato ha indicato che i colloqui si impernieranno su una 'migrazione ordinata e in condizioni di sicurezza' da parte di cubani verso gli Stati Uniti.
E' un nuovo passo di disgelo verso Cuba dopo che in aprile l'amministrazione Obama ha revocato le restrizioni ai viaggi e alle rimesse per gli americani che hanno famiglia nell'isola.
'Abbiamo offerto una ripresa dei colloqui', ha detto la portavoce americana Heide Bronke precisando che la proposta e' stata fatta oggi da diplomatici americani in un incontro con colleghi cubani a Washington.
I colloqui sull'emigrazione erano stati avviati durante l'amministrazione Reagan e si erano intensificati dopo accordi a meta' degli anni Novanta tesi a evitare un esodo incontrollato di profughi cubani verso gli Stati Uniti ma nel gennaio 2004 l'amministrazione di George W. Bush li aveva sospesi.
Secondo Robert Pastor, che all'epoca di Jimmy Carter era il consigliere per l'America Latina della Casa Bianca, l'offerta dell'amministrazione Obama rappresenta 'un passo molto importante per la ripresa del dialogoi tra Usa e Cuba'.
L'iniziativa e' stata duramente condannata da tre deputati ispianici della Florida, Ileana Ros-Lehtinen, Lincoln Diaz-Balart e Mario Diaz Balart, che hanno denunciato il nuovo passo come un'apertura a un regime dittatoriale.
I tre parlamentari hanno ricordato che l'amministrazione Bush aveva sospeso il dialogo a causa del rifiuto del governo cubano di dare visti di uscita ai cubani che avevano ricevuto il permesso di ingresso negli Stati Uniti.
'L'amministrazione Obama deve prima insistere che la dittatura dei Castro si adegui agli accordi prima di ripartire i colloqui', hanno scritto i tre parlamentari in una lettera di protesta.
L'offerta americana precede di pochi giorni un incontro regionale il 2 giugno a Tegucigalpa in Honduras in cui la maggioranza dei paesi membri dell'Osa (Organizzazione degli Stati Amnericani) dovrebbe revocare una clausola vecchia di 47 anni usata per espellere Cuba in nome della sua alleanza con i paesi del blocco comunista.
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