Si rifiutava di prescrivere pillola del giorno dopo, sanzionato
Nel febbraio scorso affisse fuori da un ambulatorio della guardia medica di Pisa un cartello con scritto 'Non si prescrive la pillola del giorno dopo'. Adesso il collegio arbitrale di medicina generale della Regione Toscana ha sanzionato il medico con una detrazione pari al 10% dello stipendio per un mese. Il Collegio, nel decreto, ha rilevato che non vi e' stato danno specifico in quanto, come emerso dagli atti, il 'Norlevo', quando necessario ed opportuno a giudizio del medico, e' stato regolarmente prescritto all'interno della struttura sanitaria. La vicenda risale al 2 febbraio scorso, quando una coppia di ragazzi andarono alla guardia medica di Pisa del villaggio 'I Passi'. Hanno trovato ad accoglierli un cartello: 'Non si prescrive la cosiddetta pillola del giorno dopo, rivolgetevi al vostro medico'. I due fidanzati, 25 anni lui, 24 lei, avevano avuto un rapporto a rischio la notte prima e avevano deciso di ricorrere al contraccettivo di emergenza.
'Tanto rumore per (quasi) nulla'. Cosi' Aldo Ciappi, presidente dell'associazione Scienza e vita di Pisa e Livorno, commenta in una nota la decisione del Collegio arbitrale di medicina generale della Regione Toscana di non procedere nei confronti di sette degli otto medici deferiti dall'Asl 5 di Pisa per essersi rifiutati di prescrivere il 'Norlevo', ossia la cosiddetta 'pillola del giorno dopo'. 'Resta riaffermato - spiega Ciappi nella nota - il principio cardine dell'esercizio della professione medica: quello della piena liberta' del medico di prescrivere o non prescrivere quello o altri farmaci, secondo scienza e coscienza, dopo la necessaria anamnesi del paziente'. 'Il primo a dover prendere atto della inconsistenza di tutte le accuse infamanti rivolte ai loro iscritti, deve essere il presidente dell'Ordine dei medici di Pisa Giuseppe Figlini', osserva a sua volta Giovanni Belcari, primo firmatario del 'documento dei 140' che rivendica la liberta' di scelta per il medico sulla prescrizione del 'Norlevo'.
'Tanto rumore per (quasi) nulla'. Cosi' Aldo Ciappi, presidente dell'associazione Scienza e vita di Pisa e Livorno, commenta in una nota la decisione del Collegio arbitrale di medicina generale della Regione Toscana di non procedere nei confronti di sette degli otto medici deferiti dall'Asl 5 di Pisa per essersi rifiutati di prescrivere il 'Norlevo', ossia la cosiddetta 'pillola del giorno dopo'. 'Resta riaffermato - spiega Ciappi nella nota - il principio cardine dell'esercizio della professione medica: quello della piena liberta' del medico di prescrivere o non prescrivere quello o altri farmaci, secondo scienza e coscienza, dopo la necessaria anamnesi del paziente'. 'Il primo a dover prendere atto della inconsistenza di tutte le accuse infamanti rivolte ai loro iscritti, deve essere il presidente dell'Ordine dei medici di Pisa Giuseppe Figlini', osserva a sua volta Giovanni Belcari, primo firmatario del 'documento dei 140' che rivendica la liberta' di scelta per il medico sulla prescrizione del 'Norlevo'.
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