Sicurezza. Maroni: stretta sugli immigrati necessaria per 'mandare un messaggio'
Dobbiamo dare un segnale, non possiamo lasciar passare il messaggio che non ci sia una stretta, sarebbe negativo sia per i cittadini italiani che per gli stranieri. Questo il ragionamento che si fa in queste ore nel governo e soprattutto al ministero dell'Interno. Il ministro Roberto Maroni ha messo in campo la sua diplomazia in vista del prossimo Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il decreto legge che recepisce ed anticipa parte del disegno di legge, attualmente in attesa di essere votato alla Camera, dopo il si' del Senato. Per ora, dunque, il ministro si e' messo in contatto con le sedi istituzionali e politiche, solo in un secondo momento passera' alla formalizzazione delle sue proposte e le mettera' nero su bianco. Innanzitutto Maroni ha avviato un giro di contatti con le forze di maggioranza e di opposizione. Il rischio che non vuole correre e' quello che il testo venga attaccato o che il suo iter venga rallentato, vanificando cosi' in parte l'effetto rapidita' del decreto legge. Poi Maroni e' salito al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato. Nessun testo scritto, solo uno scambio di vedute. A quanto si apprende al Quirinale si comprende la necessita' di dare un segnale immediato, anche se ci sarebbe una certa perplessita' all'ipotesi di accogliere nell'eventuale decreto la parte relativa alle ronde. Vista la divergenza di vedute su questo tema anche in maggioranza, si ragiona, sarebbe piu' opportuno un approfondito confronto in sede di esame parlamentare. E questa perplessita', che e' emersa finora anche in settori sia della maggioranza che dell'opposizione, potrebbe far si' che il testo del decreto, per cui il ministro dell'Interno sta cercando il piu' ampio consenso possibile, non accolga le ronde. E' invece data per sicura la parte che riguarda il carcere certo per gli stupratori, maggiori controlli sul territorio, il gratuito patrocinio per le vittime e una stretta sugli immigrati.
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