I sieropositivi s'ammalano di altri tipi di tumore rispetto al passato
Nei primi anni dell'epidemia di Aids i sieropositivi s'ammalavano di particolari tumori, come il sarcoma di kaposi o il linfoma non hodgkin. Da quando sono state adottate terapie farmacologiche efficaci, il quadro è cambiato, e oggi quei particolari tipi di cancro sono rari, sostituiti da tumori più comuni. Numerosi studi degli ultimi anni mostrano che oggi i malati di Aids sono colpiti piuttosto dal cancro al polmone, al fegato o dal carcinoma anale.
Una ricerca svizzera fa un po' di chiarezza sul punto. Alcuni specialisti hanno seguito lo stato di salute dei sieropositivi negli ultimi vent'anni, confrontando i dati del periodo 1985-1996, ossia prima che fossero disponibili le terapie antiretrovirali, con gli anni 1997-2001 e 2002-2006, e hanno constatato una progressiva riduzione dei tumori tipici, compensata da un leggero aumento dei tumori comuni. La spiegazione? I malati di Aids vivono più a lungo e s'ammalano di tumori che compaiono con l'età. E se il cancro al polmone, al fegato o il carcinoma anale sono più frequenti nei sieropositivi è perché hanno comportamenti più a rischio della popolazione generale: fumano di più e s'infettano più spesso con il papillomavirus umano che ha un ruolo nel carcinoma anale. Resta da chiarire se le minori difese immunitarie dei malati di Hiv favoriscano l'insorgere di tumori, ma si esclude che le combinazioni di farmaci anti Hiv siano cancerogene.
Una ricerca svizzera fa un po' di chiarezza sul punto. Alcuni specialisti hanno seguito lo stato di salute dei sieropositivi negli ultimi vent'anni, confrontando i dati del periodo 1985-1996, ossia prima che fossero disponibili le terapie antiretrovirali, con gli anni 1997-2001 e 2002-2006, e hanno constatato una progressiva riduzione dei tumori tipici, compensata da un leggero aumento dei tumori comuni. La spiegazione? I malati di Aids vivono più a lungo e s'ammalano di tumori che compaiono con l'età. E se il cancro al polmone, al fegato o il carcinoma anale sono più frequenti nei sieropositivi è perché hanno comportamenti più a rischio della popolazione generale: fumano di più e s'infettano più spesso con il papillomavirus umano che ha un ruolo nel carcinoma anale. Resta da chiarire se le minori difese immunitarie dei malati di Hiv favoriscano l'insorgere di tumori, ma si esclude che le combinazioni di farmaci anti Hiv siano cancerogene.
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