Giovedì 4 giugno 2026
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Sigarette elettroniche, produttori: omicidio premeditato di un intero settore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
''E' con notevole stupore che leggiamo sulla stampa della possibilita' che si possa anticipare l'entrata in vigore della tassazione al 58,5% (oltre al 21% Iva) sulle sigarette elettroniche con l'obiettivo di trovare ulteriori fondi per la copertura della seconda rata Imu. In sintesi si vuole anticipare la data dell'omicidio premeditato di un intero settore, che negli ultimi 6 mesi ha visto un crollo del fatturato del 70% a causa del terrorismo mediatico rinfocolato da alcune lobby interessate a distruggere ogni tipo di novita'''. E' quanto si legge in una lettera aperta di Massimiliano Mancini, presidente di ANaFE (Associazione Nazionale Fumo Elettronico) al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.
L'associazione ricorda che la tassazione totale sul prodotto, gia' decisa nel decreto 'Iva Lavoro', ammontera' a circa l'80% del prezzo finale di vendita, ''il che vorra' dire la fine di un settore, in cui l'Italia e' leader in Europa per esportazioni, con conseguenti mancate entrate fiscali per lo Stato, a cominciare dai 117 milioni di euro attesi ma esistenti solo sulla carta, come confermato dal servizio Bilancio del Senato e persino dalla nota tecnica al Decreto, piena di se e ma. Se poi si aggiunge la decisione di sottoporre il sistema alla burocrazia Aams e l'estensione del divieto di pubblicita' dei marchi delle sigarette alle e-cig, diventa quantomeno incomprensibile pensare di ottenere fondi da un settore che nella pratica si sta distruggendo!''.
E cio', aggiunge, ''mentre si perdono 1,4 miliardi di entrate a causa del contrabbando di sigarette, esploso a seguito dell'ultimo aumento di Iva e accise, come confermato dal recente rapporto Nomisma. Un'evidente conferma che il punto piu' alto della 'curva di Laffer' e' stato superato, mentre ancora oggi si parla incredibilmente di aumentare le accise e non di tagliare le spese''.

"La stupidita' e' arma piu' pericolosa di cattiveria e malafede, perche' agisce in modo inconsapevole ed incontrollato. Come era facile prevedere, e come Fratelli d'Italia aveva vanamente cercato di far capire in sede di discussione della legge, la super tassa sulle sigarette elettroniche provoca i primi effetti reali prima ancora di produrre un euro di gettito erariale: centinaia di aziende stanno chiudendo e migliaia di persone restano senza lavoro, e conseguentemente anche l'introito fiscale preventivato non sara' mai incassato". Lo dichiara Massimo Corsaro, parlamentare di Fratelli d'Italia. "Se in piu' - continua Corsaro - si considera che parliamo di un'attivita' commerciale che si rivolge ad una clientela che cerca di smettere di fumare, al danno economico complessivo si aggiunge l'immoralita' della scelta adottata. Non volendo neppure immaginare - conclude il deputato di FdI - che l'Esecutivo e la sua maggioranza siano stati condizionati dalla lobby del tabacco e dagli interessi del Monopolio di Stato che intende mantenere le sue entrate vendendo prodotti che, per norma dello stesso Stato, devono avvertire l'utente dei propri effetti gravemente nocivi alla salute, non resta che rilevare che siamo governati da persone stupide. Tertium non datur".

"Il rilancio dell'economia e l'occupazione sono i temi in discussione nel nostro Paese e in tutta Europa e in questo ambito viene distrutto un settore che ha creato imprese, ha creato occupazione, ha creato un mercato in crescita". Lo dichiara Stefano Pozzi, Ad di Smokie's, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto sui divieti riguardanti la commercializzazione della sigaretta elettronica.
"Inoltre, il legislatore probabilmente non sa cos'è la sigaretta elettronica che, in comune con le sigarette che si comprano dal tabaccaio ha solo il nome, non è fatta di tabacco lavorato, non inquina, non crea i problemi del fumo passivo, ma vaporizza un aroma, che dà  a chi la utilizza la sensazione di fumare senza causargli i danni del tabacco, del catrame e di tutto ciò che è contenuto in una 'vera sigaretta'", prosegue Pozzi.
"Il nostro settore è attonito, sorpreso e disgustato dalla leggerezza, mancanza di conoscenza e dal carattere di urgenza dimostrati con un decreto atto a demoralizzare e confondere chi ha investito del denaro e dell'intraprendenza nel dare una scossa positiva al grigiore dell'economia e si augura che almeno il regolamento attuativo del decreto tenga conto delle differenze tra la sigaretta di tabacco e la nostra e-cig", conclude Pozzi.
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