Sindacati scrivono a Prodi: subito nuovo decreto flussi
'Se non si fa il decreto flussi nell'immediato, in modo da dare una risposta positiva alle domande già presentate, sarà molto piú difficile gestire i prossimi decreti flussi perche' i patronati difficilmente potranno partecipare alla farsa dei clic day via internet dopo l'esperienza beffarda del 2007'. Lo affermano la segretaria confederale, Morena Piccinini, e il responsabile immigrazione Cgil, Pietro Soldini, chiedendo che 'il governo dell'immigrazione non si presta alle furbizie elettorali'.
'E' stato fatto un decreto flussi alla fine 2007 di 170.000 ingressi a fronte dei quali sono arrivate oltre 700.000 domande. Decreto aperto fino al 31 maggio 2008: quindi ad oggi si possono ancora presentare le domande, ma le quote sono esaurite. La lettera e lo spirito dell'articolo 3 della legge Bossi-Fini è molto chiaro: occorre riaprire le quote, e lo si puó fare con un decreto del presidente del Consiglio. E' un atto semplice e di responsabilità nei confronti di migliaia di lavoratori immigrati e dei datori di lavoro'.
'I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti in febbraio hanno indirizzato una lettera a Prodi per chiedergli questo semplice atto, il Cdm riunito il 27 febbraio ha deciso che avrebbe fatto il decreto'.
Ma da allora, osservano Piccinini e Soldini, 'è passato quasi un mese e non c'è nessuna traccia. Che cosa dobbiamo pensare? Si dice di fare, ma non si fa. Si lasciano passare i giorni e poi si dirà avremmo voluto, ma non c'è piú tempo. In questo modo si affonda la credibilità delle istituzioni. Vogliamo sperare che ci sia ancora il tempo e la volontà, affinche' Prodi risolva al meglio questa questione'.
"Chiunque vinca le elezioni deve sapere che dovra' fare i conti con un'estesissima presenza dell'immigrazione irregolare, frutto dell'attuale legge Bossi Fini, ma anche di un'economia sommersa che nel nostro Paese copre un quarto del Pil". E' quanto dichiara Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, secondo cui e' il sommerso "a richiamare l'immigrazione irregolare, funzionale ad un mercato di serie B e che fa concorrenza sleale alle imprese oneste".
"Quest'area che copre centinaia di migliaia di persone, non puo' essere eliminata con le espulsioni di massa, tra l'altro proibite dalle convenzioni internazionali: sono persone che gia' lavorano e vivono accanto a noi ed hanno un datore di lavoro (oltre 500.000) che ha presentato la domanda nell'ambito del decreto flussi 2007".
Per questo motivo, la Uil si augura che, "chiunque vinca le prossime elezioni, si emetta il decreto flussi 2008 e che il nuovo governo migliori sia la legge sull'immigrazione rafforzando la lotta al lavoro irregolare e all' economia sommersa".
'E' stato fatto un decreto flussi alla fine 2007 di 170.000 ingressi a fronte dei quali sono arrivate oltre 700.000 domande. Decreto aperto fino al 31 maggio 2008: quindi ad oggi si possono ancora presentare le domande, ma le quote sono esaurite. La lettera e lo spirito dell'articolo 3 della legge Bossi-Fini è molto chiaro: occorre riaprire le quote, e lo si puó fare con un decreto del presidente del Consiglio. E' un atto semplice e di responsabilità nei confronti di migliaia di lavoratori immigrati e dei datori di lavoro'.
'I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti in febbraio hanno indirizzato una lettera a Prodi per chiedergli questo semplice atto, il Cdm riunito il 27 febbraio ha deciso che avrebbe fatto il decreto'.
Ma da allora, osservano Piccinini e Soldini, 'è passato quasi un mese e non c'è nessuna traccia. Che cosa dobbiamo pensare? Si dice di fare, ma non si fa. Si lasciano passare i giorni e poi si dirà avremmo voluto, ma non c'è piú tempo. In questo modo si affonda la credibilità delle istituzioni. Vogliamo sperare che ci sia ancora il tempo e la volontà, affinche' Prodi risolva al meglio questa questione'.
"Chiunque vinca le elezioni deve sapere che dovra' fare i conti con un'estesissima presenza dell'immigrazione irregolare, frutto dell'attuale legge Bossi Fini, ma anche di un'economia sommersa che nel nostro Paese copre un quarto del Pil". E' quanto dichiara Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, secondo cui e' il sommerso "a richiamare l'immigrazione irregolare, funzionale ad un mercato di serie B e che fa concorrenza sleale alle imprese oneste".
"Quest'area che copre centinaia di migliaia di persone, non puo' essere eliminata con le espulsioni di massa, tra l'altro proibite dalle convenzioni internazionali: sono persone che gia' lavorano e vivono accanto a noi ed hanno un datore di lavoro (oltre 500.000) che ha presentato la domanda nell'ambito del decreto flussi 2007".
Per questo motivo, la Uil si augura che, "chiunque vinca le prossime elezioni, si emetta il decreto flussi 2008 e che il nuovo governo migliori sia la legge sull'immigrazione rafforzando la lotta al lavoro irregolare e all' economia sommersa".
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