Mercoledì 10 giugno 2026
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Singapore. Un gesto di clemenza da mano pesante

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Puo' scegliere tra lasciare il Paese ancora in manette o pagare una cauzione per raggiungere a piede libero l'aeroporto di Changi. Comunque sia, Julia Bohl, dovrebbe lasciare Singapore il 15 luglio, appena uscita dal carcere. Senza fornire spiegazioni -ma il suo avvocato dice che e' "per buona condotta"-, la Citta' Stato del Sud-est asiatico le ha condonato un buon terzo della pena a cinque anni, inflittale il 21 giugno 2002 per abuso di droga, quando lei di anni ne aveva ventidue. Una sentenza che allora parve mite, commisurata ai parametri di Singapore.
Tre mesi prima, la polizia le aveva trovato in casa esattamente 687 grammi di cannabis. La ragazza, che aveva conseguito la maturita' alla scuola tedesca della Citta' Stato e aveva appena iniziato un lavoro alla Daimler-Chrysler, rischiava addirittura la condanna a morte per impiccagione perche' Singapore ha la legislazione antidroga piu' temibile al mondo: chi viene trovato in possesso di oltre mezzo chilo di cannabis, 15 grammi di eroina, 30 grammi di morfina, 250 grammi di ice e' considerato automaticamente uno spacciatore, e per il traffico di droga non esistono attenuanti. In Germania l'arresto di Julia Bohl suscito' sconcerto, ebbe grande risonanza mediatica, e mise a dura prova i buoni rapporti bilaterali.
Secondo Amnesty International, negli ultimi quindici anni a Singapore sono state eseguite 400 impiccagioni, un record mondiale considerato che gli abitanti sono 4,2 milioni. E' un segreto di Pulcinella che assassini e trafficanti di droga, con le mani legate e un cappuccio nero in testa, vengano impiccati il venerdi', al tramonto, per lo piu' a piccoli gruppi. Fino a qualche tempo fa le esecuzioni avvenivano nel carcere Changi, ex campo di concentramento giapponese della seconda guerra mondiale. Da poco e' stato demolito. Anche la pena capitale sta per essere abolita. Trattando con i consumatori di droga la giustizia ha finalmente scoperto la riabilitazione, e cosi', chi incappa una o due volte nella rete della polizia non finisce piu' dietro le sbarre. Ma guai a farsi sorprendere per la terza volta perche' si rischia la prigione a vita. Malgrado queste aperture, non e' cambiato il principio base per cui sicurezza sociale e mantenimento dell'ordine prevalgono sui diritti individuali. La pressione sociale su un comportamento conforme alle regole e' sempre molto forte. Quarant'anni fa, prima che il fondatore della Citta'-Stato Lee Kuan Yew ne assumesse il potere, il Paese era un crocevia del traffico di droga e un pantano morale. Il grande vecchio, che a 81 anni riveste ancora un certo ruolo, da allora ha perseguito una politica del doppio binario: esercitare la forza attraverso pene draconiane e stimolare il progresso. L'impegno profuso ha avuto successo: oggi Singapore e' una metropoli ordinata con poca corruzione e criminalita'.
Per tornare a Julia Bohl, va detto che nessuna abilita' diplomatica o difensiva sarebbe bastata se la sostanza sequestrata fosse stata purissima. Fortuna volle che l'analisi di laboratorio rilevasse "solo" 281 grammi di cannabis pura. A cio' si aggiunga il comportamento tenuto al processo dalla ragazza, in apparenza cosi' fragile. La sua testimonianza ebbe un peso sulle sorti del suo amico Ben (Malaysia), che fu condannato a 21 anni e a 22 bastonate, mentre lei, complice pentita, se la cavo' relativamente bene.
In carcere le hanno tagliato i capelli, e per tre anni la sua divisa e' consistita in una paio di pantaloni e una camicetta beige con nome e numero stampati sopra. "Ha imparato la lezione", dice il suo avvocato, SubhasAnandan. E comunque sara' lei a raccontare la sua storia, appena tornata in Germania. Durante la prigionia ha frequentato un corso a distanza di scienze economiche, e gli esami intermedi li ha superati con successo. Ora vuole assolutamente portare in fondo i suoi studi. Resta solo da decidere se in Germania, dove vive la madre, o in Olanda, dove il padre lavora.
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