Giovedì 11 giugno 2026
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Singapore. Presidente rifiuta grazia a trafficante di cannabis

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Il presidente ha rifiutato la grazia ad un condannato a morte, accusato di traffico di droga. Caso che pero' ha generato nel Paese un dibattito senza precedenti sulla pena di morte.
Shanmugam Murugesu, di 38 anni, arrestato sul confine malese con poco piu' di un chilogrammo di cannabis, ha perso l'appello presentato e la richiesta di clemenza e' stata rifiutata lo scorso mese dal presidente S.R. Nathan. Sara' giustiziato venerdi 13 maggio alle ore 6 del mattino (orario italiano: alle 23 di giovedi 12, ndr).
L'avvocato della difesa ha chiesto l'intervento del presidente per convocare un tribunale costituzionale che rivedesse il caso del suo assistito.
Shanmugam e' stato giudicato in maniera diversa da altri. Persone accusate di traffici di piu' di 700 grammi di cannabis hanno visto ridurre l'accusa a 500 grammi, quantita' oltre la quale e' obbligatoria la pena capitale.
In una lettera inviata all'avvocato l'11 maggio e comunicata da questi all'agenzia giornalistica Reuters, il dipartimento delle Prigioni ha riferito che il presidente "non ha potuto accogliere la richiesta".
La legge penale di Singapore e' una delle piu' severe del mondo. Chiunque, maggiore di 18 anni, trovato in possesso di piu' di 500 grammi di cannabis e' condannato all'impiccagione.
Il rapporto di Amnesty International del 2004 rivela che circa 400 persone sono state impiccate dal 1991, di cui la maggioranza trafficanti di droghe, e solo 6 sono riuscite ad evitare la condanna capitale.
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