Venerdì 5 giugno 2026
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Sir Downes e moglie sono morti 'pacificamente e in circostanze da loro scelte'

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
Il noto direttore d'orchestra britannico Edward Downes e la moglie Joan hanno posto fine alla loro vita insieme, in Svizzera, con l'aiuto dell'associazione di assistenza al suicidio Dignitas di Zurigo: il loro decesso - 'in pace e in circostanze che hanno scelto' - e' stato annunciato oggi a Londra dai figli ed appare destinato a rilanciare il dibattito sulla 'dolce morte'.
Il responsabile di Dignitas Ludwig Minelli non ha confermato ne' smentito il nuovo caso di assistenza al suicidio: 'non commentiamo i casi individuali, sono fatti intimi e la sola fonte e' la famiglia', ha affermato Minelli all'Ansa. In tutto, in oltre dieci anni, Dignitas ha accompagnato quasi mille persone alla morte.
Downes e la moglie sono morti venerdi' scorso. Per anni direttore dell'Orchestra filarmonica della Bbc, Downes aveva 85 anni ed era 'ormai quasi cieco, e sempre piu' sordo', afferma la dichiarazione dei figli citata dalla stampa britannica. La moglie Joan - ex ballerina ed ultima assistente del marito - aveva 74 anni ed era malata terminale. La coppia aveva deciso di partire per un viaggio senza ritorno, in Svizzera, dove il suicidio assistito non e' vietato: 'dopo 54 anni felici insieme, hanno deciso di porre fine alla loro vita invece di continuare a lottare con seri problemi di salute. Sono morti in pace e in circostanze che hanno scelto, con l'aiuto dell'organizzazione Dignitas, a Zurigo', dicono i figli Caractacus e Boudicca in una nota.
'Avevano vissuto entrambi una vita piena, si ritenevano estremamente fortunati di esser avuto vite cosi' gratificanti, sia da un punto di vista professionale che personale. Non erano credenti e non ci sara' funerale. Ci mancheranno', conclude la nota.
Sulle circostanze del decesso nulla e' trapelato. Dall'inizio di luglio, Dignitas dispone di una casa a Pfaeffikon, nel cantone di Zurigo. E' li che i 'pazienti' assumono la dose letale di barbiturico. 'E si tratta di una casa, non di una clinica come scrive la stampa', ha insistito Minelli. 'Siamo una associazione. Aiutiamo le persone a fare uso della loro liberta', del loro diritto umano. Il nostro compito - ha detto- e' di trovare un medico che rilascia una prescrizione per una persona che ha buoni motivi di voler porre fine alla propria vita', ha aggiunto precisando che spetta al paziente compiere il gesto finale.
Negli ultimi anni Dignitas ha dovuto piu' volte traslocare a causa dell'opposizione dei vicini, stanchi di osservare l'andirivieni di bare nelle scale. L'organizzazione ha infatti molti pazienti che giungono dall'estero, in particolare in Paesi dove il suicidio assistito non e' legale, e necessita di locali per accoglierli. Il 'turismo della morte' - ha spiegato Minelli - nasce dalla differenza tra l'offerta e la domanda. Se un Olandese vuole vedere le montagne deve fare del turismo', ha aggiunto senza fornire informazioni sulle nazionalita' dei 'candidati' al suicidio che contattano l'associazione da lui fondata nel 1998.
Il caso della coppia britannica non e' il primo episodio di 'turismo della morte' dalla Gran Bretagna alla Svizzera. Secondo i dati resi noti nel corso di un recente dibattito alla Camera dei Lord, dal 1998 sono 115 i cittadini britannici che si sono recati presso Dignitas per il suicidio assistito.
Numerosi anche i cittadini tedeschi. Nella Confederazione elvetica prestare aiuto ad una persona intenzionata a suicidarsi non e' reato, sempre che questo aiuto non avvenga per motivi egoistici. Su questa base, nel Paese sono sorte organizzazioni private, come Dignitas o Exit, che offrono assistenza al suicidio. Contrariamente a Dignitas, Exit non accetta di assistere persone che non hanno una residenza in Svizzera.
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