Societa' Pediatria: 11mila bambini necessitano cure palliative
Una 'Carta italiana' per rifondare la pediatria: e' quanto propongono i pediatri aderenti alla Societa' Italiana di Pediatria, che terra' da giovedi' a sabato, a Pisa, il proprio annuale congresso nazionale. Ne hanno parlato oggi a Milano Pasquale Di Pietro, presidente della societa scientifica e Giuseppe Saggese, past president della SIP.
Insieme all'ABIO (l'associazione delle famiglie per tutelare bambini e adolescenti ricoverati), la Sip ha adattato la 'Carta dei diritti dei bambini e adolescenti in Ospedale' messa a punto dall'OMS, alla realta' italiana, l'unica in Europa dove esiste un 'pediatra di famiglia'.
Ai generici appelli della Carta affinche' i bambini abbiano in ospedale sempre la migliore qualita' di cure in reparti loro dedicati e sempre accanto i genitori, e possibilita' di gioco e di studio, gli specialisti italiani hanno in particolare posto il problema delle malattie croniche: il 12% dei bambini e degli adolescenti ha infatti una malattia cronica, mentre il 2% ne ha piu' di una. Si tratta di malattie come il diabete, la fibrosi cistica, l'asma, la celiachia e altro. 'Per gli adolescenti, soprattutto -ha detto Saggese- e' importante poter gestire al meglio una malattia cronica grave nel momento in cui si diventa adulti, con tutti i problemi di socializzazione, di riconoscersi individui, di scoprire la sessualita' che hanno i giovani in questa eta'. Allora bisogna attuare ogni iniziativa affinche' ci sia una assistenza completa, che segua il giovane paziente dall' ospedale alla periferia in cui vive, una 'continuita' di cura' che attualmente in Italia e' poco praticata'.
Un altro problema che il congresso di Pisa mettera' in luce e' quello del dolore in eta' pediatrica. 'Fino a pochi anni fa -ha detto Di Pietro- si tendeva a rimuovere questo problema.
Non ci si curava se un bambino piccolo potesse o no avere dolore. Si interveniva comunque. Oggi e' diverso: sappiamo che sono almeno 11 mila i bambini o gli adolescenti che necessitano di cure palliative, purtroppo non sappiamo ancora quante di queste 'persone' trovano una risposta adeguata nelle strutture ospedaliere'. 'Inviero' una lettera d'appello ai direttori dei maggiori quotidiani nazionali -a concluso il presidente SIP- affinche' per una volta diano spazio a questi 'problemi grandi' che riguardano piccoli pazienti, di cui dibatteremo nel nostro congresso'.
Insieme all'ABIO (l'associazione delle famiglie per tutelare bambini e adolescenti ricoverati), la Sip ha adattato la 'Carta dei diritti dei bambini e adolescenti in Ospedale' messa a punto dall'OMS, alla realta' italiana, l'unica in Europa dove esiste un 'pediatra di famiglia'.
Ai generici appelli della Carta affinche' i bambini abbiano in ospedale sempre la migliore qualita' di cure in reparti loro dedicati e sempre accanto i genitori, e possibilita' di gioco e di studio, gli specialisti italiani hanno in particolare posto il problema delle malattie croniche: il 12% dei bambini e degli adolescenti ha infatti una malattia cronica, mentre il 2% ne ha piu' di una. Si tratta di malattie come il diabete, la fibrosi cistica, l'asma, la celiachia e altro. 'Per gli adolescenti, soprattutto -ha detto Saggese- e' importante poter gestire al meglio una malattia cronica grave nel momento in cui si diventa adulti, con tutti i problemi di socializzazione, di riconoscersi individui, di scoprire la sessualita' che hanno i giovani in questa eta'. Allora bisogna attuare ogni iniziativa affinche' ci sia una assistenza completa, che segua il giovane paziente dall' ospedale alla periferia in cui vive, una 'continuita' di cura' che attualmente in Italia e' poco praticata'.
Un altro problema che il congresso di Pisa mettera' in luce e' quello del dolore in eta' pediatrica. 'Fino a pochi anni fa -ha detto Di Pietro- si tendeva a rimuovere questo problema.
Non ci si curava se un bambino piccolo potesse o no avere dolore. Si interveniva comunque. Oggi e' diverso: sappiamo che sono almeno 11 mila i bambini o gli adolescenti che necessitano di cure palliative, purtroppo non sappiamo ancora quante di queste 'persone' trovano una risposta adeguata nelle strutture ospedaliere'. 'Inviero' una lettera d'appello ai direttori dei maggiori quotidiani nazionali -a concluso il presidente SIP- affinche' per una volta diano spazio a questi 'problemi grandi' che riguardano piccoli pazienti, di cui dibatteremo nel nostro congresso'.
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