Sabato 6 giugno 2026
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Soldati ed interpreti in Iraq e Afghanistan ricevono cittadinanza

AMERICHE - USA
Notizia ·
La guerra non è sempre la porta dell'inferno. Servire gli States in Iraq e Afghanistan è infatti il modo più facile, almeno burocraticamente, per entrare a pieno titolo nel novero dei cittadini americani: per i militari nati all'estero, ma anche per gli interpreti e traduttori indigeni.

E' la legislazione d'emergenza a prevederlo, e le naturalizzazioni effettive lo confermano. Dei 4.000 nuovi cittadini ufficializzati ieri (e con un boom di richieste messo in rilievo dal New York Times: 115mila domande giunte solo a maggio, a fronte delle 700mila complessive del 2006 e di meno di mezzo milione in tutto il 2003 (un boom innescato dal raddoppio della tassa da pagare per avere il passaporto che scatta ad agosto), 325 sono soldati di stanza in Iraq.

I militari americani nati all'estero hanno una corsia preferenziale a disposizione, aperta per decreto da George W.Bush nel luglio 2002: un giorno di guerra - con effetto retroattivo, al 12 settembre 2001 - equivale all'anno di attesa necessario in tempo di pace dopo l'arruolamento. E' una consuetudine, per gli Stati Uniti: con la Seconda guerra mondiale sono diventati cittadini 143mila soldati, con quella di Corea 31mila.

Fatte salve le proporzioni - oggi, secondo le statistiche ufficiali, i militari Usa nati all'estero e non cittadini sono appena il 5% del totale: 68.000, la metà dei quali già naturalizzata - la Guerra al terrore ha lo stesso esito. Nel 2001 i 'new citizen soldiers' erano stati mezzo migliaio (583 per l'esattezza), nel 2006 il numero è salito a seimila; e in 2.500 sono stati naturalizzati direttamente in Iraq e Afghanistan.
Inclusi i riconoscimenti alle memoria per i caduti (84, ma il dato ufficiale è aggiornato alla fine dello scorso anno).

Premio dovuto o incentivo, la 'cittadinanza per guerra' si è recentemente estesa agli afgani e agli iracheni che lavorano come interpreti o traduttori per l'Esercito americano. Una circolare datata 2 luglio 2007, dei Servizi cittadinanza e immigrazione del Dipartimento Sicurezza nazionale, comunica che per gli anni (fiscali) 2007 e 2008 saranno 500 e non più 50 all'anno a poter entrare legalmente negli Usa.
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