Soldi narcos. Ministro Giustizia chiede di riaprire dossier su parenti Pablo Escobar
La famiglia di Pablo Emilio Escobar Gaviria, il famoso narcotrafficante colombiano ucciso nel 1993, torna nel mirino della Giustizia argentina. Il ministro della Giustizia Patricia Ulrich ha chiesto alla magistratura locale di rivedere una decisione presa 12 anni fa che scagionava la moglie Victoria Eugenia Henao Vallejo e il figlio primogenito Juan Pablo Escobar Henao dall'accusa di riciclaggio di denaro sporco. Bullrich chiede che si riapra il caso e che si verifichi da dove venivano i soldi con cui la famiglia approdo' in Argentina. "Spiegatemi da dove avrebbero preso i soldi la moglie e il figlio di Escobar Gaviria se non erano una parte del denaro di quel nefasto personaggio, che ha tenuto la Colombia e il mondo intero col fiato sospeso", ha detto Bullrich citata da "La Nacion".
La sentenza di assoluzione "dimostra che l'Argentina era il paese piu' comodo dove poteva venire" ha detto la ministra segnalando che ora ci sono leggi nuove e un'attenzione diversa alla criminalita' e il narcotraffico. Non a caso, segnala la testata, la ministro accende i riflettori sull'operazione congiunta compiuta un mese fa con Stati Uniti e Colombia e chiuso con l'arresto del presunto narcotrafficante colombiano Jose' Piedrahita Ceballos. Questi, secondo gli inquirenti, avrebbe portato in Argentina ingenti quantita' di denaro e in un documento trovato in una delle perquisizioni Escobar junior viene identificato come il tramite, con tanto di commissione, per gli investimenti nel paese.
I familiari di Escobar erano approdati in Argentina al termine di una rocambolesca fuga dal paese in cui vigeva una condanna a morte emessa dai rivali di Escobar padre. Un pellegrinaggio che il figlio, con la nuova identita' di Sebastian Marroquin, ha raccontato in diversi libri e in numerose interviste per spiegare come si era allontanato dalle mostruosita' del narcotraffico. La stessa assoluzione della magistratura argentina e' al centro di uno dei tanti racconti regalati dal figlio del "Patron", esempio di una giustizia che solo dopo tante insistenze avrebbe fatto vincere, sostiene, la verita' dei numeri e le carte sull'immagine per sempre macchiata dalla criminalita' del padre.
La sentenza di assoluzione "dimostra che l'Argentina era il paese piu' comodo dove poteva venire" ha detto la ministra segnalando che ora ci sono leggi nuove e un'attenzione diversa alla criminalita' e il narcotraffico. Non a caso, segnala la testata, la ministro accende i riflettori sull'operazione congiunta compiuta un mese fa con Stati Uniti e Colombia e chiuso con l'arresto del presunto narcotrafficante colombiano Jose' Piedrahita Ceballos. Questi, secondo gli inquirenti, avrebbe portato in Argentina ingenti quantita' di denaro e in un documento trovato in una delle perquisizioni Escobar junior viene identificato come il tramite, con tanto di commissione, per gli investimenti nel paese.
I familiari di Escobar erano approdati in Argentina al termine di una rocambolesca fuga dal paese in cui vigeva una condanna a morte emessa dai rivali di Escobar padre. Un pellegrinaggio che il figlio, con la nuova identita' di Sebastian Marroquin, ha raccontato in diversi libri e in numerose interviste per spiegare come si era allontanato dalle mostruosita' del narcotraffico. La stessa assoluzione della magistratura argentina e' al centro di uno dei tanti racconti regalati dal figlio del "Patron", esempio di una giustizia che solo dopo tante insistenze avrebbe fatto vincere, sostiene, la verita' dei numeri e le carte sull'immagine per sempre macchiata dalla criminalita' del padre.
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