Sonate di Bach, antidoto allo stress da trapianto di cellule staminali?
In collaborazione con i Wiener Philharmoniker, gli oncologi viennesi vorrebbero scoprire se la qualita' della vita dei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali possa migliorare con la musica dal vivo. Il punto di partenza sono due constatazioni, frutto di precedenti studi. La prima e' che il 20% dei pazienti subisce una dolorosa reazione post-traumatica. La seconda, che la musicoterapia puo' essere d'aiuto. Il tentativo attuale e' quello di giungere a stabilire con prove oggettive, entro il 2010, se la musica dal vivo sia la piu' idonea. E i musicisti della prestigiosa orchestra sono pronti a dare una mano.
"Il trapianto di cellule staminali e' un trattamento efficace nelle malattie ematologiche gravi. Ma comporta un grave disagio per i pazienti, che prima devono sottoporsi a una chemioterapia intensiva e poi al trapianto di cellule staminali. Nella fase d'aplasia (dalla distruzione del midollo spinale fino alla ricostruzione mediante trapianto) il malato deve restare confinato in una camera per tre settimane. E' un periodo piuttosto penoso", spiega il professor Kalhs, direttore del reparto trapianti di cellule staminali presso la clinica medica dell'Universita' I di Vienna.
Una cooperazione tra la clinica universitaria e i filarmonici di Vienna dovra' fornire la prova oggettiva che la musica migliora la qualita' della vita dei pazienti. E' dal 2006 che questi musicisti si occupano di malati sottoposti a trapianto, e finora gli autori piu' eseguiti sono stati Johann Sebastian Bach e Fritz Kreisler. Per la ricerca e' previsto che in fase d'aplasia un musicista entri in camera, si trattenga 25-30 minuti con il malato, 15 dei quali trascorsi a suonare. Il personale registra l'esecuzione dal vivo e la masterizza su Cd, cosi' che il paziente possa riascoltarla a casa sua. Il gruppo di controllo dispone invece di un Cd "rilassante". Lo stato generale del paziente viene misurato cinque volte per un periodo piuttosto lungo, attraverso un questionario: all'inizio del trattamento medico, durante la chemioterapia, in fase d'aplasia, dopo il trapianto e tre mesi piu' tardi. Verranno impiegati anche dispositivi particolari per misurare le variazioni del battito cardiaco, della resistenza della pelle e altri indizi di stress. Si cercheranno inoltre indicazioni utili per "sincronizzare" i criteri di giudizio tra paziente e musicista riguardo all'esecuzione.
"Il trapianto di cellule staminali e' un trattamento efficace nelle malattie ematologiche gravi. Ma comporta un grave disagio per i pazienti, che prima devono sottoporsi a una chemioterapia intensiva e poi al trapianto di cellule staminali. Nella fase d'aplasia (dalla distruzione del midollo spinale fino alla ricostruzione mediante trapianto) il malato deve restare confinato in una camera per tre settimane. E' un periodo piuttosto penoso", spiega il professor Kalhs, direttore del reparto trapianti di cellule staminali presso la clinica medica dell'Universita' I di Vienna.
Una cooperazione tra la clinica universitaria e i filarmonici di Vienna dovra' fornire la prova oggettiva che la musica migliora la qualita' della vita dei pazienti. E' dal 2006 che questi musicisti si occupano di malati sottoposti a trapianto, e finora gli autori piu' eseguiti sono stati Johann Sebastian Bach e Fritz Kreisler. Per la ricerca e' previsto che in fase d'aplasia un musicista entri in camera, si trattenga 25-30 minuti con il malato, 15 dei quali trascorsi a suonare. Il personale registra l'esecuzione dal vivo e la masterizza su Cd, cosi' che il paziente possa riascoltarla a casa sua. Il gruppo di controllo dispone invece di un Cd "rilassante". Lo stato generale del paziente viene misurato cinque volte per un periodo piuttosto lungo, attraverso un questionario: all'inizio del trattamento medico, durante la chemioterapia, in fase d'aplasia, dopo il trapianto e tre mesi piu' tardi. Verranno impiegati anche dispositivi particolari per misurare le variazioni del battito cardiaco, della resistenza della pelle e altri indizi di stress. Si cercheranno inoltre indicazioni utili per "sincronizzare" i criteri di giudizio tra paziente e musicista riguardo all'esecuzione.
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