Sondaggio KFF: sostegno record al Medicare for All (66%)
Negli Stati Uniti il sostegno pubblico al cosiddetto "Medicare for All" - il piano sanitario nazionale a pagatore unico - ha raggiunto il livello più alto mai registrato. Lo rivela il nuovo KFF Health Tracking Poll, ripreso da MS NOW, secondo cui due terzi degli adulti statunitensi (il 66%) sostengono oggi l'idea di un'assicurazione sanitaria governativa unica per tutti i cittadini.
Si tratta di un balzo significativo rispetto al 53% registrato dallo stesso istituto nell'ottobre 2020, quando KFF aveva posto l'ultima volta la stessa domanda agli intervistati. Per anni i Democratici avevano temuto che la riforma sanitaria radicale non godesse di un sostegno sufficientemente ampio nell'elettorato, tanto che molti esponenti del partito, pur favorevoli in teoria, evitavano di esporsi pubblicamente per il timore di una reazione negativa dell'opinione pubblica. I nuovi dati sembrano ribaltare questa percezione.
Il sondaggio, condotto tra il 16 e il 21 settembre su 1.328 persone con un margine di errore di circa 3 punti percentuali, arriva in vista delle elezioni di midterm di novembre, in un contesto in cui diversi candidati progressisti stanno facendo campagna elettorale puntando esplicitamente sul tema del Medicare for All. Come nota MS NOW, l'aumento del sostegno riflette proprio la maggiore attenzione mediatica e politica riservata alla proposta nelle corse congressuali in cui alcuni Democratici progressisti l'hanno messa al centro della propria campagna.
Il divario tra i due schieramenti resta comunque enorme: l'84% dei Democratici si dichiara favorevole alla riforma, mentre il 66% dei Repubblicani vi si oppone. Gli indipendenti, invece, si collocano molto più vicini alle posizioni democratiche: il 72% di loro sostiene il cambiamento verso un sistema a pagatore unico.
Il sondaggio KFF evidenzia anche come la sanità sia diventata una delle principali preoccupazioni economiche degli americani, alla pari con il costo della benzina, e come gli elettori si fidino dei Democratici più dei Repubblicani per affrontare il tema dei costi sanitari. I dati mostrano inoltre che il consenso verso il Medicare for All non è stabile: tende a crescere quando gli intervistati sentono argomentazioni a favore, come la garanzia di una copertura sanitaria come diritto universale, mentre diminuisce quando vengono esposti a critiche relative a possibili aumenti delle tasse, tempi di attesa più lunghi o rischi per l'attuale programma Medicare.
Secondo MS NOW, questi numeri potrebbero avere conseguenze politiche rilevanti anche oltre il voto di midterm: con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2028, non sorprenderebbe se altri esponenti di primo piano del Partito Democratico, oltre al senatore indipendente Bernie Sanders, decidessero di abbracciare apertamente un modello di riforma che oggi risulta sostenuto dai due terzi del Paese.