Sabato 6 giugno 2026
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Sondaggio: maggioranza elettori favorevole al suicidio medicalmente assistito

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Secondo due sondaggi pubblicati, l'attività di assistenza al suicidio è ben tollerata dai cittadini svizzeri. Più controversa è invece -scrive il sito online di Swissinfo- la questione del 'turismo della morte'. La maggioranza della popolazione non vuole infatti che la Svizzera diventi la destinazione finale per gli stranieri.

I sondaggi sono stati realizzati tra fine settembre e inizio ottobre dall'istituto Demoscope per conto del "Matin Dimanche", del "SonntagsBlick" e de "Il Caffè", e dall'istituto Isopublic su mandato della "Sonntagszeitng". In entrambi i casi i campioni erano composti da 500 persone.

Secondo lo studio Demoscope, soltanto il 15% degli interrogati auspica il divieto dell'assistenza al suicidio in Svizzera. Il 27% si dice invece favorevole senza alcuna restrizione.

La maggioranza (53%) ammette l'eutanasia soltanto nei casi di malattie incurabili. La metà degli intervistati (49%) trova che soltanto la persona malata dovrebbe poter scegliere "come" porre fine alle proprie sofferenze. Il 45% ritiene invece necessario che i parenti possano dire la loro se la persona in questione non è più in grado di comunicare la propria volontà.

Più controversa è la questione della possibilità concessa agli stranieri di venire in Svizzera per beneficiare dell'assistenza al suicidio. Secondo l'analisi Demoscope, il 54% degli interrogati è contrario al "turismo della morte". Il 38% pensa invece che la Svizzera debba mantenere aperte le proprie porte per accogliere persone provenienti da paesi che vietano l'eutanasia.

I sondaggi sono stati realizzati mentre l'organizzazione Dignitas trova difficoltà nel trovare un nuovo luogo dove praticare l'assistenza al suicidio. Inizialmente installato in un quartiere residenziale di Zurigo, l'associazione ha ricevuto in luglio una lettera di sfratto dall'appartamento dove operava da 8 anni. L'organizzazione ha quindi affittato un nuovo appartamento in un quartiere zurighese, ma anche qui i vicini si sono lamentati. In seguito, Dignitas ha esercitato clandestinamente in un hotel prima di rifugiarsi in una zona industriale.

Il 66% del campione ritiene che lo Stato dovrebbe farsi carico della pratica per quel che riguarda gli stranieri, all'interno degli ospedali o in istituti specializzati. Dal sondaggio di Isopublic risulta invece che il 63% degli interrogati ritiene che l'accompagnamento verso la morte debba essere condotto nella casa o nell'appartamento dell'aspirante suicida.

Al contrario dell'altra associazione d'aiuto al suicidio svizzera (Exit), la maggior parte delle persone che si rivolgono a Dignitas sono degli stranieri.

Al momento, in Europa, l'assistenza al suicidio è permessa soltanto in Svizzera, in Belgio e in Olanda. In Italia sono proibite sia l'eutanasia attiva sia quella passiva. In Svizzera nel 2006, le organizzazioni di aiuto al suicidio hanno assistito oltre 350 persone.
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