Sono soprattutto le under 20 a ricorrere alla pillola del giorno dopo
Piu' del 55% dei consumi della pillola del giorno dopo in Italia si registra tra le giovanissime: ragazze tra i 14 e i 20 anni. Il restante 45% tra le donne che hanno tra i 20 e i 50 anni. "Dati allarmanti perche' denotano un consumo distorto del contraccettivo di emergenza", spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano. La sessuologa e' intervenuta questa mattina a Roma al convegno 'Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio', organizzato dalla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e dall'Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi).
"Questi dati rivelano che in sei anni le piu' italiane giovani consumano piu' pillole del giorno dopo di quanto facciano le donne sopra i 20 anni in tre decenni. Questo numero fa il paio con un aumento del 59,5% del ricorso a questo contraccettivo di emergenza da quando e' entrato in commercio in Italia. Il quadro e' preoccupante perche' denota una totale mancanza di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulla contraccezione".
Il ricorso crescente a questo farmaco e' confermato anche dal presidente Sigo, Giorgio Vittori, che ricorda come dal 2006 al 2007 le vendite della pillola del giorno dopo siano aumentate di 50.000 unita'."Sta passando il messaggio tra i piu' giovani che la pillola del giorno dopo e' un contraccettivo come un altro", sostiene lo specialista.
"L'incontro che si e' tenuto oggi dal titolo 'Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio', organizzato dalla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e dall'Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) e' stata l'occasione per un confronto tra operatori della legge 194 e personalita' politiche. Peccato che le sole notizie che verranno diffuse nei giornali di domani, come si deduce dalle notizie delle agenzie di stampa, riguardino ancora una volta messaggi allarmanti sull'incremento dell'uso della pillola del giorno dopo nel nostro paese". Lo afferma Mirella Parachini, della direzione dell'Associazione Luca Coscioni e vicepresidente Fiapac (Federazione internazionale di aborto e contraccezione). "Si continua a caricaturizzare il ricorso alla contraccezione d'emergenza come una presunta 'comoda' scorciatoia alla contraccezione ordinaria avallando l'idea di giovani donne sprovvedute e poco intelligenti che preferirebbero questa soluzione a scelte piu' valide.
Numerosi studi, internazionali ma anche italiani, hanno dimostrato l'assenza di correlazione tra il ricorso alla contraccezione d'emergenza e un ridotto uso di contraccezione ordinaria. Sappiamo quanto l'Italia sia indietro sui consumi dei metodi contraccettivi, ma cosi' e' da sempre, anche molto prima della diffusione della pillola del giorno dopo.
Attribuire oggi a questo fenomeno quello che e' il risultato di una scarsa e insufficiente cultura contraccettiva e da parte delle famiglie che da parte delle istituzioni (come e' emerso dalla relazione della Graziottin) e' un modo per diffondere una specie di 'criminalizzazione' del ricorso alla contraccezione d'emergenza, semplificando enormemente il problema. Ben venga comunque il dibattito in sedi ufficiali come queste, che ha permesso di ribadire quanto siano proprio i medici non obiettori di coscienza a contribuire a diffondere informazione contraccettiva e ad applicarsi per ridurre il numero delle Ivg in Italia. Con buona pace di quelli che si ritengono gli unici difensori della vita".
'L'uso della pillola del giorno dopo si sta velocemente trasformando in abuso'. Lo ha dichiarato Isabella Bertolini, deputata del Pdl.
Bertolini si dichiara preoccupata per 'il boom tra le adolescenti'. 'Cinquanta mila pillole in piu' in un solo anno - sottolinea la deputata - con un incremento del 23%, sono davvero troppe. Le statistiche ci confermano che l'assunzione della pillola del giorno dopo sta purtroppo diventando la norma nelle giovani adolescenti al di sotto dei 20 anni. Le minorenni - continua - aderendo a modelli culturali sbagliati, pongono in essere comportamenti pericolosi per la propria salute'. Per questo, secondo Bertolini, 'la politica e la societa' civile devono interrogarsi sulle motivazioni di tali condotte. Un approccio superficiale al sesso da parte delle giovani generazioni e uno sfrenato consumismo sessuale - conclude - sono fattori moltiplicativi sui quali bisognerebbe incidere attraverso specifiche campagne d'informazione'.
"Piú della metà delle donne che ha fatto ricorso alla contraccezione di emergenza è costituito da ragazze al di sotto dei 20 anni (55%). Il numero di aborti tra le adolescenti è cresciuto moltissimo negli ultimi anni. Questi risultati dimostrano che, in Italia, c'è ancora molto da fare nell'ambito dell'informazione e dell'educazione alla contraccezione consapevole. Le ragazze italiane non devono essere abbandonate". Lo afferma in una nota Gabriella Carlucci, deputata del Pdl.
"Una sessualità matura e cosciente è fattore indispensabile per sconfiggere comportamenti superficiali ed irresponsabili. La famiglia e le istituzioni devono interrogarsi ed intervenire prontamente per porre un freno ad una pericolosa degenerazione", conclude.
"Questi dati rivelano che in sei anni le piu' italiane giovani consumano piu' pillole del giorno dopo di quanto facciano le donne sopra i 20 anni in tre decenni. Questo numero fa il paio con un aumento del 59,5% del ricorso a questo contraccettivo di emergenza da quando e' entrato in commercio in Italia. Il quadro e' preoccupante perche' denota una totale mancanza di informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulla contraccezione".
Il ricorso crescente a questo farmaco e' confermato anche dal presidente Sigo, Giorgio Vittori, che ricorda come dal 2006 al 2007 le vendite della pillola del giorno dopo siano aumentate di 50.000 unita'."Sta passando il messaggio tra i piu' giovani che la pillola del giorno dopo e' un contraccettivo come un altro", sostiene lo specialista.
"L'incontro che si e' tenuto oggi dal titolo 'Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio', organizzato dalla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e dall'Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) e' stata l'occasione per un confronto tra operatori della legge 194 e personalita' politiche. Peccato che le sole notizie che verranno diffuse nei giornali di domani, come si deduce dalle notizie delle agenzie di stampa, riguardino ancora una volta messaggi allarmanti sull'incremento dell'uso della pillola del giorno dopo nel nostro paese". Lo afferma Mirella Parachini, della direzione dell'Associazione Luca Coscioni e vicepresidente Fiapac (Federazione internazionale di aborto e contraccezione). "Si continua a caricaturizzare il ricorso alla contraccezione d'emergenza come una presunta 'comoda' scorciatoia alla contraccezione ordinaria avallando l'idea di giovani donne sprovvedute e poco intelligenti che preferirebbero questa soluzione a scelte piu' valide.
Numerosi studi, internazionali ma anche italiani, hanno dimostrato l'assenza di correlazione tra il ricorso alla contraccezione d'emergenza e un ridotto uso di contraccezione ordinaria. Sappiamo quanto l'Italia sia indietro sui consumi dei metodi contraccettivi, ma cosi' e' da sempre, anche molto prima della diffusione della pillola del giorno dopo.
Attribuire oggi a questo fenomeno quello che e' il risultato di una scarsa e insufficiente cultura contraccettiva e da parte delle famiglie che da parte delle istituzioni (come e' emerso dalla relazione della Graziottin) e' un modo per diffondere una specie di 'criminalizzazione' del ricorso alla contraccezione d'emergenza, semplificando enormemente il problema. Ben venga comunque il dibattito in sedi ufficiali come queste, che ha permesso di ribadire quanto siano proprio i medici non obiettori di coscienza a contribuire a diffondere informazione contraccettiva e ad applicarsi per ridurre il numero delle Ivg in Italia. Con buona pace di quelli che si ritengono gli unici difensori della vita".
'L'uso della pillola del giorno dopo si sta velocemente trasformando in abuso'. Lo ha dichiarato Isabella Bertolini, deputata del Pdl.
Bertolini si dichiara preoccupata per 'il boom tra le adolescenti'. 'Cinquanta mila pillole in piu' in un solo anno - sottolinea la deputata - con un incremento del 23%, sono davvero troppe. Le statistiche ci confermano che l'assunzione della pillola del giorno dopo sta purtroppo diventando la norma nelle giovani adolescenti al di sotto dei 20 anni. Le minorenni - continua - aderendo a modelli culturali sbagliati, pongono in essere comportamenti pericolosi per la propria salute'. Per questo, secondo Bertolini, 'la politica e la societa' civile devono interrogarsi sulle motivazioni di tali condotte. Un approccio superficiale al sesso da parte delle giovani generazioni e uno sfrenato consumismo sessuale - conclude - sono fattori moltiplicativi sui quali bisognerebbe incidere attraverso specifiche campagne d'informazione'.
"Piú della metà delle donne che ha fatto ricorso alla contraccezione di emergenza è costituito da ragazze al di sotto dei 20 anni (55%). Il numero di aborti tra le adolescenti è cresciuto moltissimo negli ultimi anni. Questi risultati dimostrano che, in Italia, c'è ancora molto da fare nell'ambito dell'informazione e dell'educazione alla contraccezione consapevole. Le ragazze italiane non devono essere abbandonate". Lo afferma in una nota Gabriella Carlucci, deputata del Pdl.
"Una sessualità matura e cosciente è fattore indispensabile per sconfiggere comportamenti superficiali ed irresponsabili. La famiglia e le istituzioni devono interrogarsi ed intervenire prontamente per porre un freno ad una pericolosa degenerazione", conclude.
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