Venerdì 5 giugno 2026
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La sorella: Oriana Fallaci e' morta con l'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Oriana e' morta con l'eutanasia'. Cosi' Paola Fallaci, sorella della giornalista e scrittrice scomparsa due anni fa, in un'intervista a Sky Tg24, parole confermate al quotidiano La Stampa in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano.
'Torno' a Firenze trasportata con una barella - racconta Paola Fallaci sulla Stampa -, era uno scheletro. A New York aveva subito terapie tremende. Soffriva molto e ha chiesto un'iniezione di morfina, sapendo benissimo che non si sarebbe piu' risvegliata, lo sapevano anche alla clinica'. La sorella spiega che Oriana 'ci imploro': 'Fate qualcosa, aiutatemi'', e quell'aiuto fu la morfina. 'Dite quello che volete - sottolinea la sorella della scrittrice - ma per me questa pratica si chiama in un solo modo: eutanasia'. Nell'articolo sulla Stampa le rivelazioni di Paola Fallaci sulla morte della sorella vengono smentite dalla direzione della casa di cura Santa Chiara di Firenze, dove la scrittrice mori': 'E' vero: chiese di non soffrire piu', ma non si e' assolutamente fatto ricorso all'eutanasia - spiega Francesco Matera, amministratore delegato dell'istituto -, ricordo perfettamente quelle ore drammatiche, le abbiamo somministrato dei farmaci per alleviare il dolore, come la morfina o altri antidolorifici, nei casi dei malati terminali e' una pratica normalissima'.
Paola Fallaci dice poi la sua anche su 'Un cappello pieno di ciliege' il libro postumo, uscito per Rizzoli da pochi giorni: 'Non doveva essere pubblicato e' incompleto manca la parte relativa al Novecento, quella alla quale lei teneva di piu'. Quando i parenti di un grande artista hanno in mano il manoscritto non resistono alla tentazione di guadagnarci un sacco di soldi'. L'accusa e' diretta al figlio Edoardo Perazzi, nipote prediletto ed erede unico di Oriana Fallaci, con il quale Paola e' in rotta. Sulla vicenda la Stampa ha interpellato Gianni Vallardi, l'uomo che segui' la Fallaci per la Rizzoli: 'Oriana voleva che fosse pubblicato - spiega Vallardi, oggi manager della Mondadori - Prima di morire mi disse 'del libro fate quello che volete', capisco lo stato d'animo di Paola, ma sono sicuro di quello che dico'.

Se l'ultima iniezione di morfina fatta ad Oriana Fallaci fosse stata opera di un medico favorevole all'eutanasia, forse non ci sarebbe stata la stessa comprensione. Lo pensa Silvio Viale, ginecologo torinese ed esponente dei radicali. 'Non ci sarebbe nulla di scandaloso se la morte di Oriana Fallaci fosse stata accelerata da una iniezione generosa di morfina se non per il fatto di volerlo negare, facendo cosi' rientrare i suoi ultimi minuti in una storia di ordinario tabu' '. 'Di per se' la circostanza non e' una notizia quanti parenti affermano che, per fortuna o per pieta', un loro congiunto e' trapassato proprio dopo quella 'ultima iniezione' '. Secondo Viale, quando il dottor Francesco Matera, che l'ha eseguita per Oriana Fallaci, afferma che 'nei casi dei malati terminali e' una pratica normalissima', egli 'non si rende conto di aver varcato una zona grigia, un tabu', un segreto ben custodito. Per alcuni non e' eutanasia, ma per altri lo e' perche' si accelera la morte naturale'. Viale conclude che 'avvicinare il momento finale della nostra vita non puo' essere lasciato al nostro ultimo disperato barlume di lucidita', con un medico disponibile a rischiare purche' nessuno indaghi o dica mai niente'.    

"E' una pura invenzione Oriana Fallaci amava talmente la vita che non avrebbe mai fatto ricorso all'eutanasia. Ne abbiamo parlato tante volte, era piu' che contraria persino al testamento biologico oltre che a un'interruzione innaturale della vita attraverso il ricorso a farmaci". Lo ha detto in un'intervista a 'La Stampa' il presidente della Pontificia accademia per la vita e rettore della Pontificia Universita' Lateranense, monsignor Rino Fisichella, rispondendo a Paola Fallaci, sorella della scrittrice.  "Io sto rientrando ora in Italia e ho solo saputo di quest'intervista, non ho ancora avuto modo di leggerla - ha aggiunto monsignor Fisichella - Mi piacerebbe sapere pero' come sia saltata fuori una dichiarazione del genere. E' una grande sciocchezza, una pura invenzione. Oltre ad essere contraria a qualsiasi forma di eutanasia, Oriana non avrebbe mai accettato nulla su di lei. Sapeva che avrebbe sofferto, non intendeva tirarsi indietro".  "Ricordo molto bene che sapeva di dover soffrire e che voleva farlo rimanendo lucida fino alla fine perche' intendeva combattere in pieno la sua battaglia contro la morte - ha concluso monsignor Fisichella - Era una sfida tra loro due, tra lei e la morte. E poi so che il nipote Edoardo ha gia' smentito con decisione. Penso poi che basti parlare con i medici curanti di Oriana per sapere come sono andate le cose in quei giorni".   
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