Venerdì 5 giugno 2026
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Sostanza chimica richiama staminali midollo osseo verso ferita

MONDO
Notizia ·
Ricercatori giapponesi e britannici hanno scoperto una sostanza chimica che 'richiama' le cellule staminali dal midollo osseo fino all'area di una ferita, per favorire la riparazione della pelle. Una sorta di segnale 'Sos' interno al nostro organismo, che scatta solo a precise condizioni. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), ha identificato il 'richiamo' in una sostanza: Hmgb1.
Secondo i ricercatori questa sostanza chimica puo' essere utilizzata come una sorta di "megafono nel sistema", in grado di migliorare in futuro il trattamento di lesioni come ustioni e ulcere agli arti inferiori. Si pensava gia' che il midollo osseo giocasse un ruolo importante nel riparare la pelle danneggiata, ma il processo legato a questo meccanismo fino ad ora era sconosciuto.
Gli scienziati dell'Universita' di Osaka e del King's College di Londra hanno somministrato a dei topolini cellule di midollo osseo colorate di verde e luminose, in modo che potessero essere tracciate mentre si muovevano nel corpo. Gli animali poi sono stati feriti e alcuni sono stati sottoposti a innesti cutanei. Cosi' si e' visto che nei topi senza innesti pochissime staminali hanno viaggiato verso la ferita, mentre negli altri e' accaduto l'opposto.
Ma perche'? Secondo John McGrath del King's College di Londra, il tessuto cutaneo innestato non ha vasi sanguigni e quindi non era ossigenato; questo ambiente porta al rilascio di Hmgb1 - una sorta di segnale Sos - che si traduce nel 'viaggio' delle 'cellule staminali' verso la ferita.
Una scoperta che "potrebbe avere un grande impatto sulla medicina rigenerativa per il trattamento di persone affette da rare malattie genetiche e problemi piu' comuni, come ustioni e ulcere. Si potrebbe potenzialmente rivoluzionare il trattamento delle ferite", sostiene lo scienziato.
Un farmaco simile alla sostanza 'Sos' potrebbe, inoltre, essere iniettato vicino a una lesione per favorire la cicatrizzazione.
"Sarebbe - spiega il ricercatore - come mettere un megafono nel sistema". Intanto gli scienziati di Osaka sono gia' al lavoro per sviluppare un farmaco che imiti Hmgb1. E sperano di iniziare la sperimentazione animale entro la fine dell'anno.
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