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 FILIPPINE - FILIPPINE - Spacciatori droga giustiziati per strada dalla polizia
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21 giugno 2016 18:09
 
Ad anticipare la politica della "tolleranza zero" verso la criminalita' comune annunciata dal presidente eletto Rodrigo Duterte, che entrera' in carica il 30 giugno, ci sta pensando la polizia. Sono infatti riprese - e vedono anche una rapida accelerazione - le esecuzioni 'sommarie': sparatorie in cui presunti colpevoli di spaccio e traffico di droga vengono uccisi in strada da parte degli agenti delle forze dell'ordine. Una quarantina quelli uccisi dalla polizia dalla giornata elettorale del 9 maggio a oggi, e quasi altrettanti quelli nel quadrimestre precedente. Se in passato poteva trattarsi di un modo per allinearsi all'esperienza di contrasto alla droga lanciata da Duterte, per un ventennio primo cittadino della grande citta' di Davao, per le ultime settimane potrebbe essere una conseguenza agli 'incentivi' in denaro promessi dalle autorita', come ad esempio Cebu, seconda citta' del paese. Qui il sindaco Tomas Osmena ha premiato a inizio giugno con l'equivalente di 3mila euro alcuni poliziotti che avevano freddato degli spacciatori scoperti in flagranza di reato, e ha indicato la disponibilita' di 18mila euro per altri tutori della legge che uccidano criminali che non si arrendono alla giustizia. Il neo-eletto Presidente Duterte ha fondato la sua campagna elettorale anche sul tema della lotta alla criminalita', assicurando di sradicare la diffusione degli stupefacenti gia' a partire dai primi sei mesi della sua presidenza. Ha inoltre insistito sulla necessita' di ripristinare la pena di morte, e al momento puo' contare sull'approvazione della maggioranza dei filippini. Al contrario, l'influente Chiesa cattolica, parte della societa' civile e i politici legati al Presidente uscente Benino Aquino parlano di giustizialismo e rischio di deriva autoritaria.  
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