Spaccio cocaina a Faenza. Arrestati due carabinieri, altri due indagati
Due carabinieri della Compagnia di Faenza, nel Ravennate, sono stati arrestati e due loro colleghi e la compagna di uno dei primi due sono stati denunciati in un'indagine dell'Arma sullo spaccio di cocaina. Per la stessa ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Ravenna, Antonella Guidomei, su richiesta del Pm Roberto Ceroni e applicata la scorsa notte per 'pericolo di reiterazione del reato', sono finiti in carcere anche i due presunti pusher che avrebbero rifornito i militari.
Si tratta do un appuntato accusato di spaccio, e di un maresciallo comandante della locale aliquota Radiomobile, accusato di accesso abusivo al sistema informatico (per essere presumibilmente entrato nei computer dell'Arma cercando informazioni sull'indagine in corso), di successiva rivelazione di segreti d'ufficio e di favoreggiamento personale. I due militari indagati a piede libero (e ora interdetti dai pubblici uffici) sono incriminati per spaccio) e falso ideologico. Tutti i militari coinvolti erano, al momento dei fatti, in servizio al Radiomobile di Faenza. Per la compagna del principale accusato e' scattato l'obbligo di dimora con prescrizioni. Carcere invece per i presunti fornitori dei due carabinieri sospettati di usare droga. Per tutti, gli interrogatori di garanzia inizieranno oggi.
Le indagini - portate avanti direttamente dal comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Guido De Masi - erano scattate nel 2010 sulla spinta di voci che indicavano in un bar del Faentino la sede di un giro di spaccio. Riguardano fatti che vanno dal 2009 fino all'aprile scorso. Numerose le persone sentite dai carabinieri, tra le quali diversi addetti alla sicurezza di discoteche della Riviera ravennate. A rafforzare l'inchiesta anche tante intercettazioni, l'acquisizione dei tabulati telefonici e diversi pedinamenti.
Si tratta do un appuntato accusato di spaccio, e di un maresciallo comandante della locale aliquota Radiomobile, accusato di accesso abusivo al sistema informatico (per essere presumibilmente entrato nei computer dell'Arma cercando informazioni sull'indagine in corso), di successiva rivelazione di segreti d'ufficio e di favoreggiamento personale. I due militari indagati a piede libero (e ora interdetti dai pubblici uffici) sono incriminati per spaccio) e falso ideologico. Tutti i militari coinvolti erano, al momento dei fatti, in servizio al Radiomobile di Faenza. Per la compagna del principale accusato e' scattato l'obbligo di dimora con prescrizioni. Carcere invece per i presunti fornitori dei due carabinieri sospettati di usare droga. Per tutti, gli interrogatori di garanzia inizieranno oggi.
Le indagini - portate avanti direttamente dal comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Guido De Masi - erano scattate nel 2010 sulla spinta di voci che indicavano in un bar del Faentino la sede di un giro di spaccio. Riguardano fatti che vanno dal 2009 fino all'aprile scorso. Numerose le persone sentite dai carabinieri, tra le quali diversi addetti alla sicurezza di discoteche della Riviera ravennate. A rafforzare l'inchiesta anche tante intercettazioni, l'acquisizione dei tabulati telefonici e diversi pedinamenti.
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