Spaccio e coltivazione cannabis. Carabiniere sospeso
E' accusato di aver messo su una vera e propria attivita' di commercio all'ingrosso di marijuana, M.S., il carabiniere di 36 anni, originario della provincia di Oristano, arrestato ieri dai suoi colleghi della compagnia di Oristano nell'ambito dell'operazione 'Grighine' sfociata in 13 misure cautelari in carcere. Il militare prestava servizio a Tonara, nel Nuorese, ed e' stato sospeso dal servizio. Assieme ad A.C., 33 anni, dempre della provincia di Oristano, il militare finito in carcere acquisiva la marijuana direttamente dalle piantagioni in varie zone della Sardegna, utilizzando conoscenze e parentele, e vendeva sui mercati dell'isola, soprattutto dell'Oristanese e nel Cagliaritano. Un sistema collaudato, con un giro d'affari nell'insieme di alcuni milioni di euro, hanno spiegato stamane gli inquirenti in una conferenza stampa cui hanno partecipato il procuratore della Repubblica di Oristano Ezio Domenico Basso, il comandante provinciale dei carabinieri e il, comandante della compagnia di Oristano, che ha seguito le indagini, e il comandante del Nucleo investigativo provinciale.
La merce veniva portata nei mercati utilizzando anche staffette e uomini armati. I sistemi di pagamento poi esigevano il massimo delle garanzie. Una fornitura di marijuana del valore di circa 150 mila euro e' stata trasportata a Cagliari e riportata a Oristano perche' gli acquirenti hanno potuto versare solo 130 mila euro in contanti. I venditori hanno ripreso la Droga e tenuto i soldi. Gli acquirenti sono dovuti andare a Oristano per portare i 20 mila euro mancanti al saldo e ritirare la marijuana. Non solo, per tenere sotto controllo la rete di produzione e spaccio era stata messa in essere una vigilanza strettissima: chi pagava in ritardo subiva intimidazioni e anche chi spacciava con tempi troppo lenti. Il padre di uno spacciatore aveva subito una di queste intimidazioni: avevano cercato di investirlo. Tra i presunti spacciatori, anche un giovane studente maturando all'Istituto superiore Benedetto Croce di Oristano, finito in carcere. "Ha dimostrato una elevata professionalita' nella gestione di questi traffici", è stato spiegato. "Acquistava la marijuana pagando anche 12 mila euro in contanti e vendeva molto velocemente, facendo tre carichi nell'arco di un mese. Una volta ha persino rimandato indietro una partita di marijuana, contestandone la qualita'".
La merce veniva portata nei mercati utilizzando anche staffette e uomini armati. I sistemi di pagamento poi esigevano il massimo delle garanzie. Una fornitura di marijuana del valore di circa 150 mila euro e' stata trasportata a Cagliari e riportata a Oristano perche' gli acquirenti hanno potuto versare solo 130 mila euro in contanti. I venditori hanno ripreso la Droga e tenuto i soldi. Gli acquirenti sono dovuti andare a Oristano per portare i 20 mila euro mancanti al saldo e ritirare la marijuana. Non solo, per tenere sotto controllo la rete di produzione e spaccio era stata messa in essere una vigilanza strettissima: chi pagava in ritardo subiva intimidazioni e anche chi spacciava con tempi troppo lenti. Il padre di uno spacciatore aveva subito una di queste intimidazioni: avevano cercato di investirlo. Tra i presunti spacciatori, anche un giovane studente maturando all'Istituto superiore Benedetto Croce di Oristano, finito in carcere. "Ha dimostrato una elevata professionalita' nella gestione di questi traffici", è stato spiegato. "Acquistava la marijuana pagando anche 12 mila euro in contanti e vendeva molto velocemente, facendo tre carichi nell'arco di un mese. Una volta ha persino rimandato indietro una partita di marijuana, contestandone la qualita'".
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