Spaccio droghe. Davanti a scuola e universita', sono aggravanti?
Vendere droga vicino all'università è grave come nei pressi di una scuola. Secondo un'altra lettura, invece, università e scuola sono distinte nettamente dalla Costituzione italiana e la prima non può essere inclusa nella seconda. I due principi sono stati espressi a Bologna in diverse situazioni, da giudici differenti: quando prevale la prima impostazione, il risultato è la possibilità di applicare il carcere per il pusher arrestato; quando invece 'vince' la seconda, l'aggravante non sussiste e il fatto viene configurato come di lieve entità. Il futuro degli spacciatori che, con cadenza quasi quotidiana, vengono fermati da Polizia e Carabinieri nelle vie del centro storico della città di Bologna con l'università più antica del mondo occidentale, si gioca sulla valutazione di una norma contenuta nella legge sugli stupefacenti. Cioé l'aggravante speciale all'articolo 80, che punisce chi offre o cede stupefacente "all'interno o in prossimità di scuole di ogni ordine e grado, comunità giovanili, caserme, carceri, ospedali, strutture per la cura e riabilitazione dei tossicodipendenti". Una definizione che è stata estesa ai luoghi dell'ateneo, nel caso di un magrebino arrestato a luglio a due passi dalla facoltà di Economia: prima un Gip e poi il tribunale del Riesame hanno accolto la linea della Procura. Lo spazio vicino ai luoghi universitari, "assume, secondo la ratio della norma in questione, maggior pregnanza e gravità proprio perché si tratta di luoghi particolarmente frequentati da giovani, certamente più deboli e quindi più vulnerabili", hanno detto i giudici. E di un'interpretazione "assolutamente condivisibile", ha parlato il procuratore Giuseppe Amato, commentando nei giorni successivi la decisione e ricordando poi la possibilità di contestare l'aggravante, in una circolare in cui ha articolato le 'linee guida' per gli arresti di droga. Negli ultimi giorni è emersa però anche una visione differente. Per un marocchino sorpreso il 15 novembre a cedere una dose di cocaina a poche decine di metri di distanza dall'altro episodio, il Gip che si è trovato a valutare la richiesta di convalida ha concluso così: l'aggravante non può essere applicata al di fuori dai luoghi espressamente indicati dal legislatore. E l'università non può essere inclusa tra le 'scuole di ogni ordine e grado' anche perché, secondo la Costituzione, costituisce un sistema distinto da quello scolastico.
(Tommaso Romanin per agenzia Ansa)
(Tommaso Romanin per agenzia Ansa)
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