Spagna. L'analisi preimpianto salva bambina di 14 anni
Una bambina di un anno e mezzo ha salvato la sorella di 14 anni. È successo in Spagna grazie alla tecnica di trapianto di cellule dal cordone ombelicale di una neonata, il cui embrione è stato sottoposto ad una analisi preimpianto che ha permesso di stabilire la compatibilità con la sorella maggiore malata di beta talassemia maggiore (anemia mediterranea). Una tecnica che permette di effettuare il trapianto senza rischi di rigetto.
Il giornale spagnolo El Pais (quotidiano progressista, vicino ai socialisti) pubblica oggi la storia della famiglia delle due bambine. E sono gli stessi genitori a voler rendere di pubblico dominio la loro storia dal finale felice pur mantenendo l'anonimato per proteggere la privacy delle proprie figlie.
Il padre delle bambine spiega che è venuto a conoscenza della possibilità di cura per sua figlia proprio attraverso la stampa.
Per questo motivo ora vuole condividere il 'segreto' con i genitori che hanno lo stesso problema e assicurargli che "anche se il processo è difficile, non è impossibile".
Le speranze dei coniugi spagnoli sono state realizzate grazie ad un istituto americano, il Reproductive Genetic Institute di Chicago. Perché nel 2003, anno in cui i genitori hanno deciso di provare la strada dell'inseminazione artificiale 'mirata', in Spagna non esisteva una legge in materia e non sembrava all'orizzonte una normativa che aprisse le porte alle nuove tecniche.
Al terzo tentativo, ognuno del costo di 12000 euro (oltre alle analisi, i viaggi, ecc.), gli esperti americani trovavano un embrione che sembrava compatibile con la sorella malata. E si procedeva all'inseminazione. Poi il parto e l'attesa di un anno, per rispettare le esigenze di allattamento della neonata.
Perché, sottolineano i genitori, il nuovo nato "non è né un oggetto, né uno strumento" e rappresenta "la priorità".
L'ospedale Sant Pau di Barcellona, a cui si era affidata la famiglia spagnola per il trapianto, aveva deciso di trapiantare, insieme alle cellule del cordone ombelicale, anche un 20% del midollo spinale della piccola nata con un processo di selezione genetica, esigenza per la quale si è dovuto aspettare il compimento del primo anno di età.
L'operazione sembra essere terminata con successo, infatti la ragazza di 14 anni è in pieno processo di recupero, non ci sono segnali di rigetto delle cellule e finora non è stata più necessaria nessuna delle trasfusioni di sangue vitali per chi è colpito dalla Beta Talassemia Maggiore.
Nel maggio dell'anno scorso una legge approvata dal Parlamento spagnolo ha permesso l'utilizzo della tecnica dell'analisi preimpianto degli embrioni: la selezione di embrioni 'compatibili' con familiari malati a cui serve un trapianto di cellule sane. Il governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero, autore della normativa, è stato accusato in un apposito documento della Conferenza Episcopale Spagnola di aprire le porte alla Eugenetica e alla creazione di 'bambini medicinali'.
L'opinione pubblica spagnola è largamente favorevole all'utilizzo delle nuove tecniche genetiche a scopo curativo. E la Spagna è anche una delle principali mete dei 'turisti della fecondazione' italiani: persone alla ricerca di paesi con legislazioni che permettano il ricorso all'inseminazione artificiale eterologa o l'analisi preimpianto dell'embrione a scopo curativo.
Procedimenti proibiti in Italia
Per le sorelle protagoniste del primo trapianto del genere in Spagna la storia non può dirsi ancora chiusa. Bisogna ancora attendere qualche mese prima di poter decretare senza dubbio l'attecchimento delle cellule e l'assenza di rischi di rigetto.
Ma nel frattempo tutto lascia pensare che una bambina di un anno e mezzo, senza saperlo, abbia salvato sua sorella.
Il giornale spagnolo El Pais (quotidiano progressista, vicino ai socialisti) pubblica oggi la storia della famiglia delle due bambine. E sono gli stessi genitori a voler rendere di pubblico dominio la loro storia dal finale felice pur mantenendo l'anonimato per proteggere la privacy delle proprie figlie.
Il padre delle bambine spiega che è venuto a conoscenza della possibilità di cura per sua figlia proprio attraverso la stampa.
Per questo motivo ora vuole condividere il 'segreto' con i genitori che hanno lo stesso problema e assicurargli che "anche se il processo è difficile, non è impossibile".
Le speranze dei coniugi spagnoli sono state realizzate grazie ad un istituto americano, il Reproductive Genetic Institute di Chicago. Perché nel 2003, anno in cui i genitori hanno deciso di provare la strada dell'inseminazione artificiale 'mirata', in Spagna non esisteva una legge in materia e non sembrava all'orizzonte una normativa che aprisse le porte alle nuove tecniche.
Al terzo tentativo, ognuno del costo di 12000 euro (oltre alle analisi, i viaggi, ecc.), gli esperti americani trovavano un embrione che sembrava compatibile con la sorella malata. E si procedeva all'inseminazione. Poi il parto e l'attesa di un anno, per rispettare le esigenze di allattamento della neonata.
Perché, sottolineano i genitori, il nuovo nato "non è né un oggetto, né uno strumento" e rappresenta "la priorità".
L'ospedale Sant Pau di Barcellona, a cui si era affidata la famiglia spagnola per il trapianto, aveva deciso di trapiantare, insieme alle cellule del cordone ombelicale, anche un 20% del midollo spinale della piccola nata con un processo di selezione genetica, esigenza per la quale si è dovuto aspettare il compimento del primo anno di età.
L'operazione sembra essere terminata con successo, infatti la ragazza di 14 anni è in pieno processo di recupero, non ci sono segnali di rigetto delle cellule e finora non è stata più necessaria nessuna delle trasfusioni di sangue vitali per chi è colpito dalla Beta Talassemia Maggiore.
Nel maggio dell'anno scorso una legge approvata dal Parlamento spagnolo ha permesso l'utilizzo della tecnica dell'analisi preimpianto degli embrioni: la selezione di embrioni 'compatibili' con familiari malati a cui serve un trapianto di cellule sane. Il governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero, autore della normativa, è stato accusato in un apposito documento della Conferenza Episcopale Spagnola di aprire le porte alla Eugenetica e alla creazione di 'bambini medicinali'.
L'opinione pubblica spagnola è largamente favorevole all'utilizzo delle nuove tecniche genetiche a scopo curativo. E la Spagna è anche una delle principali mete dei 'turisti della fecondazione' italiani: persone alla ricerca di paesi con legislazioni che permettano il ricorso all'inseminazione artificiale eterologa o l'analisi preimpianto dell'embrione a scopo curativo.
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Per le sorelle protagoniste del primo trapianto del genere in Spagna la storia non può dirsi ancora chiusa. Bisogna ancora attendere qualche mese prima di poter decretare senza dubbio l'attecchimento delle cellule e l'assenza di rischi di rigetto.
Ma nel frattempo tutto lascia pensare che una bambina di un anno e mezzo, senza saperlo, abbia salvato sua sorella.
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