Sabato 6 giugno 2026
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Spagna. L'arcivescovo e l'eutanasia

U.E. - SPAGNA
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In risposta alla "raccomandazione" del Comitato consultivo di Bioetica della Catalogna, di discutere di depenalizzazione dell'eutanasia per pazienti "molto gravi o terminali", l'arcivescovo di Tarragona, Monsignor Jaume Pujol, ha affermato trattarsi di una pratica che si converte in una "minaccia per tutti i moribondi, gli anziani e i malati della comunita'. In quantto all'iniziativa dell'organismo voluto dal Consiglio della sanita' di Generalitat, l'alto prelato spiega che le radici cristiane della Catalogna sono "un bagaglio che non contempla ne' legittima la possibilita' di dare la morte a un innocente", e questo dibattito mette in discussione "uno dei fondamenti del nostro patrimonio morale".
In un articolo pubblicato domenica dal quotidiano La Vanguardia, l'arcivescovo sostiene che esiste una "infinita" distanza tra "la protezione di ogni vita umana e la protezione di tutte meno qualcuna". "Si tratta di una questione di vita o di morte", assicura, e anche se si usano degli accorgimenti, questi non sono "ammissibili" se rappresentano un rischio concreto di fare vittime innocenti. Monsignor Pujol ha inoltre richiamato a riflettere sul ruolo dei governanti, cui spetta il compito di vigilare sul patrimonio morale e culturale dei cittadini. In queste materie, ha sostenuto, si vede "se compiono il loro dovere in difesa dei deboli e degli indifesi di fronte alle ingiustizie". Infine, l'arcivescovo ha indicato che il "vero obiettivo" e' alleviare la sofferenza dei malati. "E' motivo di gioia vedere il molto che e' stato fatto, e bene" in questo campo in Catalogna.
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