Domenica 7 giugno 2026
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Spagna. Almodovar, non favorisco il consumo di droga, ma non censuro la realta'

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Pedro Almovodovar non ci sta. Il regista spagnolo replica oggi dalle colonne del quotidiano madrileno "El Mundo" a un'inchiesta pubblicata dall'universita' Ramon Llull di Barcellona, secondo la quale i suoi film contengono un messaggio implicito a favore del consumo di droghe, partendo dalla base che il 14% delle scene contengono immagini legate agli stupefacenti.
Almodovar sostiene che il risultato dello studio sociologico gli ricorda come, nel 1991, un gruppo di femministe radicali gli rimprovero' al festival di Berlino il fatto che "due delle attrici del mio film andavano in bagno e potevi sentirle che facevano la pipi"' e gli chiesero "come mai non si vedevano gli uomini che facevano la pipi".
Secondo il regista, lo studio universitario dedicato ai suoi film e' un documento "caotico e delirante" che si basa sul "mero conto aritmetico delle situazioni in cui si vede qualcuno che fuma, beve o si droga" per poi "considerare che la presenza delle droghe nei miei film incitano al consumo e costituiscono una specie di pubblicita' per queste sostanze". "E' come se ci studiassimo l'opera di Scorsese e arrivassimo alla conclusione che un buon 60% dei suoi personaggi sono 'gangster' e delinquenti, possiedono armi da fuoco e le usano con frequenza, e dunque e' necessario denunciare il signor Scorsese come membro del sindacato del crimine, giacche' presenta i suoi personaggi come esseri umani e non come i mostri che sono", aggiunge Almodovar.
Inoltre, prosegue il regista, "questo tipo di denuncia non sarebbe il caso di farle nel terreno della realta', lasciando dunque in pace la finzione?". Altrimenti, avverte, si tratta di "un passo in piu' verso la proibizione della droga nei film, a cui fara' seguito quella del sesso e della violenza", solo perche' "non si vuole capire che Sam Peckinpah e Martin Scorsese non sono i colpevoli della violenza negli Stati Uniti".
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