Venerdì 5 giugno 2026
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Spagna. Andalusia. Governo autorizza stacco del respiratore per Echevarria

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il governo andaluso ha ieri confermato che sara' accolta la richiesta di Inmaculada Echevarria di staccarle il respiratore per por fine alle sue sofferenze, dopo che ieri il Consiglio Consultivo dell'amministrazione aveva gia' dato l'autorizzazione definitiva in questo senso.
Il consigliere per la sanita' della giunta andalusa, Maria Jesus Moreno, ha detto che la data in cui verra' staccato il respiratore alla Echevarria, la cinquantunenne affetta da distrofia muscolare progressiva, dipendera' dalla paziente e dall'equipe medica dell'ospedale San Rafael di Granada dove e' ricoverata da quasi dieci anni.
Caso analogo a quello di Piergiorgio Welby in Spagna, ma con esito diverso da quello italiano: Inmaculada Echevarria, una cinquantunenne affetta da distrofia muscolare progressiva, potra' morire col beneplacito delle autorita'. Lo ha deciso ieri il governo dell'Andalusia, che oggi ha confermato che sara' accolta la richiesta di Inmaculada di staccarle il respiratore per por fine alle sue sofferenze dopo che ieri il Consiglio Consultivo dell' amministrazione regionale aveva gia' dato l'autorizzazione definitiva in questo senso.
Il consigliere per la sanita' della giunta andalusa, Maria Jesus Moreno, ha detto che la data in cui verra' staccato il respiratore alla Echevarria, dipendera' dalla paziente e dall' equipe medica dell'ospedale San Rafael di Granada, dove la donna e' ricoverata da quasi dieci anni.
Il Consiglio, massimo organo consultivo del governo dell' Andalusia, oggi ha intanto spiegato che la sua decisione annunciata ieri e' fondata sul fatto che il distacco del respiratore si configura come un atto di eutanasia passiva indiretta e i medici che la applichino non incorreranno quindi nei rigori della legge. 'Perche' una cosa e' uccidere mediante un atto diretto e un'altra lasciar morire per l'interruzione di un trattamento dopo la richiesta del paziente', afferma il Consiglio nella sua risoluzione, nella quale si legge anche che 'e' un dovere rispettare la volonta' del paziente'..
Secondo il Consiglio, la decisione significa che 'qualsiasi paziente con un'infermita' irreversibile e mortale potra' ora prendere una decisione simile' a quella di Inmaculada Echevarria.
La decisione del Consiglio consultivo andaluso e' stata motivata con riferimenti alla legge sull'autonomia del paziente e a quella di salute dell'Andalusia. In base alla normativa vigente, il rifiuto di un trattamento e' lecito anche quando comporta situazioni che 'compromettono gravemente la salute del paziente e possono portare alla morte', come nel caso di Echevarria.
La decisione del Consiglio avalla quella del comitato etico, che il mese scorso si pronuncio' favorevolmente sulla richiesta del 20 novembre di Echevarria.
Il caso di Inmaculada fa seguito a quello di Madeleine, una sessantanovenne francese residente ad Alicante e soffrente di una grave malattia degenerativa. Madeleine ha volontariamente scelto di morire, riaprendo il dibattito sull'eutanasia.
Il partito socialista aveva promesso la depenalizzazione dell'eutanasia in Spagna, ma ha poi fatto marcia indietro.

Il distacco del respiratore a Inmaculada Echevarria, autorizzato dal governo andaluso, 'non sarebbe eutanasia'. A sostenerlo e' il presidente della commissione Sanita' del Senato Ignazio Marino: 'In questo caso non si tratterebbe di eutanasia ma della sospensione di una terapia straordinaria che la paziente ritiene inappropriata e sproporzionata rispetto ai risultati attesi, dal momento che non puo' portare alla guarigione'.
La paziente, ha ricordato Marino, 'e' mantenuta in vita da dieci anni da un respiratore automatico, ovvero da un mezzo straordinario, perche' altrimenti non sarebbe in grado di respirare in maniera naturale'. Inoltre, ha sottolineato, 'le autorita' hanno accertato che, nel suo caso, non sussistono condizioni di depressione o uno stato di abbandono che possano indurre la donna alla richiesta di morire. La sua richiesta non e' cioe' dettata da un particolare stato psicologico o esterno'. Dunque, ha proseguito il senatore dell'Ulivo, 'non si tratta di fare un'iniezione letale che porti la morte, bensi' di sospendere una terapia straordinaria che ora 'impedisce' la fine naturale della vita. Una cosa radicalmente diversa dall'eutanasia'.
Cio' che invece Marino critica duramente e' l'eccesso di 'spettacolarizzazione' che ha caratterizzato il caso della donna spagnola. Ad ogni modo, ha concluso, 'cio' che sta avvenendo in Spagna e' reso possibile dal fatto che la Spagna ha firmato la Convenzione di Oviedo, che riconosce a ciascuno il diritto di scegliere la terapia e la liberta' di decidere se continuarla'.
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