Spagna. Associazione per il diritto ad una morte dignitosa: "Non ci deludere, Zapatero"
"Non ci deludere, Zapatero": è l'ultimo appello lanciato dall'Associazione spagnola per il Diritto ad una Morte Degna (Admd) che la settimana scorsa aveva diffuso un comunicato di protesta contro il governo per i ritardi nel compiere una delle promesse elettorali del premier socialista spagnolo Zapatero: l'istituzione di una commissione parlamentare per la depenalizzazione dell'eutanasia e l'accesso ai farmaci palliativi. Secondo l'Admd, nel paese l'eutanasia è legalizzata di fatto, e a riprova citano numeri ed esempi, ultimo fra tutti il caso di Jorge Leon, tetraplegico morto a Valladolid.
La critica ai socialisti spagnoli arriva nei giorni in cui in Italia si è aperto un dibattito sul video appello di Piergiorgio Welby, copresidente dell'associazione Luca Coscioni e malato di distrofia muscolare, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Se in Italia i cattolici di destra e sinistra dicono "no" al suicidio assistito, i favorevoli hanno sperato che il laicissimo governo Zapatero avrebbe nuovamente sfidato la Chiesa introducendo anche in Spagna una legge come quelle esistenti in Belgio e Olanda.
Ma l'Admd ha dichiarato ad Apcom di non nutrire speranze sul compimento della promessa elettorale da parte di Zapatero. Secondo l'associazione spagnola, il governo del Partito Socialista (Psoe) ha già approvato troppe leggi controverse, come quelle sul divorzio più rapido e sul matrimonio omosessuale.
L'Admd assicura, basandosi su diverse inchieste, alcune delle quali realizzate da associazioni di consumatori, che in Spagna il fenomeno è "depenalizzato di fatto" e che la legge si limiterebbe a rendere legale una pratica già ampiamente diffusa, per far uscire dalla paura i familiari e gli amici di chi ha deciso di morire. Sempre per i difensori del diritto all'eutanasia, sarebbero infatti circa 2000 le eutanasie che ogni anno si praticano in Spagna, mentre "15.000 medici hanno realizzato una eutanasia attiva", ovvero hanno aiutato a morire dei pazienti terminali mediante la somministrazione di farmaci.
Un esempio della situazione di legalizzazione di fatto sarebbe rappresentato, sempre secondo l'Admd, dall'ultimo caso noto di eutanasia, avvenuto lo scorso maggio a Valladolid: un tetraplegico costretto ad usare macchinari per la respirazione artificiale, Jorge Leon, è stato infatti trovato morto con un bicchiere con una cannuccia a fianco. Le analisi hanno confermato che Leon è morto per avvelenamento da cianuro, proprio come nel primo caso emblematico di eutanasia in Spagna, quello di Ramon Sampedro, raccontato dal film "Mare Dentro" del regista Alejandro Amenabar.
Le autorità giudiziare impegnate nella ricerca dei responsabili hanno deciso di archiviare il caso per la completa mancanza di prove. Ma i sostenitori di "una morte degna" affermano che è una pratica abituale della giustizia, che nelle indagini preferisce "guardare da un'altra parte". Leon aveva fatto ricorso anche a internet nella sua ricerca di una "mano amica" per "reggere il bicchiere" avvelenato, che la sua invalidità gli impediva di sostenere.
La morte del tetraplegico avvenne in coincidenza con l'approvazione di una delle leggi più rilevanti del programma socialista di modernizzazione della Spagna: la regolamentazione della clonazione terapeutica e della fecondazione assistita. Una deputata di Izquierda Unida (Iu, federazione comunista che appoggia il governo socialista), Carme Garcia Suarez, allora rivendicò in parlamento al termine del suo intervento il diritto all'eutanasia auspicando un impegno della maggioranza in questo senso.
L'associazione insiste quindi nel richiamare Zapatero al rispetto del 'contratto con gli elettori'. Il comunicato di protesta, appeso anche nei locali dell'ultimo Congresso del Psoe, si conclude con la frase "non ci deludere, Zapatero": un chiaro riferimento alle grida dei giovani che lo festeggiavano sotto la sede del Psoe la sera della vittoria nelle elezioni politiche spagnole.
La critica ai socialisti spagnoli arriva nei giorni in cui in Italia si è aperto un dibattito sul video appello di Piergiorgio Welby, copresidente dell'associazione Luca Coscioni e malato di distrofia muscolare, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Se in Italia i cattolici di destra e sinistra dicono "no" al suicidio assistito, i favorevoli hanno sperato che il laicissimo governo Zapatero avrebbe nuovamente sfidato la Chiesa introducendo anche in Spagna una legge come quelle esistenti in Belgio e Olanda.
Ma l'Admd ha dichiarato ad Apcom di non nutrire speranze sul compimento della promessa elettorale da parte di Zapatero. Secondo l'associazione spagnola, il governo del Partito Socialista (Psoe) ha già approvato troppe leggi controverse, come quelle sul divorzio più rapido e sul matrimonio omosessuale.
L'Admd assicura, basandosi su diverse inchieste, alcune delle quali realizzate da associazioni di consumatori, che in Spagna il fenomeno è "depenalizzato di fatto" e che la legge si limiterebbe a rendere legale una pratica già ampiamente diffusa, per far uscire dalla paura i familiari e gli amici di chi ha deciso di morire. Sempre per i difensori del diritto all'eutanasia, sarebbero infatti circa 2000 le eutanasie che ogni anno si praticano in Spagna, mentre "15.000 medici hanno realizzato una eutanasia attiva", ovvero hanno aiutato a morire dei pazienti terminali mediante la somministrazione di farmaci.
Un esempio della situazione di legalizzazione di fatto sarebbe rappresentato, sempre secondo l'Admd, dall'ultimo caso noto di eutanasia, avvenuto lo scorso maggio a Valladolid: un tetraplegico costretto ad usare macchinari per la respirazione artificiale, Jorge Leon, è stato infatti trovato morto con un bicchiere con una cannuccia a fianco. Le analisi hanno confermato che Leon è morto per avvelenamento da cianuro, proprio come nel primo caso emblematico di eutanasia in Spagna, quello di Ramon Sampedro, raccontato dal film "Mare Dentro" del regista Alejandro Amenabar.
Le autorità giudiziare impegnate nella ricerca dei responsabili hanno deciso di archiviare il caso per la completa mancanza di prove. Ma i sostenitori di "una morte degna" affermano che è una pratica abituale della giustizia, che nelle indagini preferisce "guardare da un'altra parte". Leon aveva fatto ricorso anche a internet nella sua ricerca di una "mano amica" per "reggere il bicchiere" avvelenato, che la sua invalidità gli impediva di sostenere.
La morte del tetraplegico avvenne in coincidenza con l'approvazione di una delle leggi più rilevanti del programma socialista di modernizzazione della Spagna: la regolamentazione della clonazione terapeutica e della fecondazione assistita. Una deputata di Izquierda Unida (Iu, federazione comunista che appoggia il governo socialista), Carme Garcia Suarez, allora rivendicò in parlamento al termine del suo intervento il diritto all'eutanasia auspicando un impegno della maggioranza in questo senso.
L'associazione insiste quindi nel richiamare Zapatero al rispetto del 'contratto con gli elettori'. Il comunicato di protesta, appeso anche nei locali dell'ultimo Congresso del Psoe, si conclude con la frase "non ci deludere, Zapatero": un chiaro riferimento alle grida dei giovani che lo festeggiavano sotto la sede del Psoe la sera della vittoria nelle elezioni politiche spagnole.
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