Spagna. Bernat Soria: "la sacralizzazione delle cellule embrionali e' una credenza"
Lo scienziato Bernat Soria ha rilasciato queste dichiarazioni nel corso di una conferenza stampa in cui ha spiegato che il dibattito che si e' aperto intorno alle ricerche con le cellule staminali di origine embrionale ha origine a causa di alcuni cittadini che, "in buona fede", credono che "un embrione sia una persona". "La totalita' delle societa' scientifiche, piu' di cinquanta premi Nobel e l'Accademia Nazionale delle Scienze sono a favore della ricerca con le cellule staminali di origine embrionale e, di conseguenza, non ci stiamo predisponendo a uccidere esseri umani, ma ad usare queste cellule", ha spiegato Soria.
Soria ha ribadito che la maggioranza delle societa' scientifiche e i premi Nobel "pensano che un embrione di poche cellule non sia una persona, non sia un essere umano", ma "un materiale degno di rispetto, senza dubbio, che necessita anche di uno statuto morale speciale".
Un dibattito, questo, che dura da anni e Soria in merito ha ricordato il caso dello scienziato aragonese Miguel Servet che, nel Medioevo aveva scoperto come il sangue circolava tra il cuore e i polmoni, ed "era stato portato al rogo da Calvino, perche' a quell'epoca si credeva che nel sangue c'era l'anima, percio' anche i non calvinisti e la Chiesa Cattolica lo avrebbero bruciato".
In questo senso, Soria ha spiegato che "il dibattito dell'anima nel sangue" oggi e' considerato superato dalla maggioranza dei cittadini, mentre "la sacralizzazione a cui ora si sottopone l'embrione appartiene ad un capitolo simile, e' una credenza che, come tale, e' molto rispettabile". Come dire, insomma, che non si basa su alcun dato scientifico.
A differenza di quella anglicana, la Chiesa Cattolica non ha superato questo dibattito a cui "bisogna presentarsi con un atteggiamento onesto, dicendo le cose chiaramente, senza nascondere la verita' ne' i dati e rispettando le opinioni degli altri". "La scienza ha contribuito in maniera chiara negli ultimi secoli per aumentare il benessere dei cittadini", ecco perche' se esistono degli indizi che una qualsiasi linea di ricerca puo' essere utile per curare certe malattie questa deve essere sostenuta e promossa".
E comunque, ha precisato Soria, spetta anche agli "scienziati dover apportare dei dati sui benefici che possono derivare" dalle ricerche con le cellule staminali di origine embrionale e le ragioni per cui utilizzarle.
"Non abbiamo il diritto di negare le speranze ai malati, soprattutto quando ci sono indizi che ci indicano come questa linea di ricerca puo' essere utile per una serie di malattie, anche se non si devono creare false aspettative", ha detto ancora Soria per poi aggiungere che "le malattie non si curano cambiando le leggi, perche' in medicina non esistono panacee".
Soria ha ribadito che la maggioranza delle societa' scientifiche e i premi Nobel "pensano che un embrione di poche cellule non sia una persona, non sia un essere umano", ma "un materiale degno di rispetto, senza dubbio, che necessita anche di uno statuto morale speciale".
Un dibattito, questo, che dura da anni e Soria in merito ha ricordato il caso dello scienziato aragonese Miguel Servet che, nel Medioevo aveva scoperto come il sangue circolava tra il cuore e i polmoni, ed "era stato portato al rogo da Calvino, perche' a quell'epoca si credeva che nel sangue c'era l'anima, percio' anche i non calvinisti e la Chiesa Cattolica lo avrebbero bruciato".
In questo senso, Soria ha spiegato che "il dibattito dell'anima nel sangue" oggi e' considerato superato dalla maggioranza dei cittadini, mentre "la sacralizzazione a cui ora si sottopone l'embrione appartiene ad un capitolo simile, e' una credenza che, come tale, e' molto rispettabile". Come dire, insomma, che non si basa su alcun dato scientifico.
A differenza di quella anglicana, la Chiesa Cattolica non ha superato questo dibattito a cui "bisogna presentarsi con un atteggiamento onesto, dicendo le cose chiaramente, senza nascondere la verita' ne' i dati e rispettando le opinioni degli altri". "La scienza ha contribuito in maniera chiara negli ultimi secoli per aumentare il benessere dei cittadini", ecco perche' se esistono degli indizi che una qualsiasi linea di ricerca puo' essere utile per curare certe malattie questa deve essere sostenuta e promossa".
E comunque, ha precisato Soria, spetta anche agli "scienziati dover apportare dei dati sui benefici che possono derivare" dalle ricerche con le cellule staminali di origine embrionale e le ragioni per cui utilizzarle.
"Non abbiamo il diritto di negare le speranze ai malati, soprattutto quando ci sono indizi che ci indicano come questa linea di ricerca puo' essere utile per una serie di malattie, anche se non si devono creare false aspettative", ha detto ancora Soria per poi aggiungere che "le malattie non si curano cambiando le leggi, perche' in medicina non esistono panacee".
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