Sabato 6 giugno 2026
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Spagna. Cellule staminali adulte per il cuore

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Per la prima volta al mondo, i cardiologi dell'Hospital Gregorio Maranon di Madrid hanno impiantato in un cuore cellule staminali adulte provenienti da tessuto adiposo del paziente. Obiettivo? Migliorare il pompaggio del sangue in una situazione priva di alternative. L'intervento e' durato cinque ore, ed e' consistito nell'estrarre ed impiantare le cellule purificate e selezionate, allo scopo di produrre vasi sanguigni nuovi che permettessero d'irrorare correttamente il cuore del malato. L'uomo di 72 anni e' stato dimesso dopo appena 48 ore, informa il Governo regionale.
Il procedimento e' stato effettuato mediante un catetere che, attraverso l'arteria femorale, ha raggiunto il cuore e ha trasportato i 28 milioni di cellule estratte. La tecnica comporta l'estrazione di cellule staminali derivate dal grasso dell'addome -un'operazione di liposuzione realizzata con la chirurgia plastica. Le cellule inserite si trasformano in muscolo cardiaco e, soprattutto, in nuovi vasi sanguigni o cellule vascolari, le quali consentono al malato sia una qualita' di vita superiore, sia il miglioramento della funzione contrattiva e di pompaggio del cuore in modo da evitare l'angina pectoris. Le cellule provenienti dal grasso contengono una grande quantita' di cellule staminali, e da queste si puo' separarne un tipo, le mesenchimali, che hanno la capacita' di trasformarsi in tessuti differenti. Una macchina specifica s'incarica di separare il grasso delle cellule mesenchimali e di purificarle, per inserirle, senza rischio, nel cuore del paziente. Una delle novita' del procedimento sta nel fatto che e' molto veloce rispetto all'utilizzazione di altri tipi di cellule staminali, poiche' le cellule derivate dal grasso non hanno bisogno d'essere coltivate per un periodo di tre settimane; due ore dopo l'estrazione sono infatti gia' a disposizione dei cardiologi.
L'impianto di cellule staminali nel cuore del paziente e' stato realizzato da Francisco Fernandez-Aviles, direttore del reparto di cardiologia dell'ospedale madrileno, e dal cardiologo statunitense Emerson Perin. Questo procedimento, pionieristico in ambito della terapia cellulare applicata alla cardiologia, s'inquadra nello studio cui partecipano 36 pazienti; la parte preclinica e' stata condotta a Houston (Stati Uniti) mentre la fase clinica si svolge integralmente all'Hospital Gregorio Maranon, e vede impegnati i reparti di Chirurgia plastica e di Cardiologia dell'ospedale madrileno.

E abc.es pubblica un'ampia intervista al cardiologo Fernandez-Aviles, incentrata sulle cellule staminali nel trattamento del cuore, di cui riportiamo parti significative. Nove anni fa, le sue preoccupazioni riguardo all'infarto lo portarono a scoprire le cellule staminali. All'epoca stava cercando una soluzione nuova, uno strumento che gli permettesse di recuperare il cuore quando le cure classiche non funzionano. La risposta e' venuta dalla terapia cellulare, che ha messo la parola fine al dogma del cuore che non si rigenera. Il cammino nel nuovo filone di ricerca lo ha iniziato all'ospedale clinico di Valladolid, dove ha curato i primi infarti con cellule staminali provenienti dal midollo osseo del paziente. Ora "l'avventura" prosegue all'ospedale Gregorio Maranon di Madrid. Lo scorso 30 gennaio, per la prima volta, ha impiantato cellule di grasso di un uomo di 72 anni il cui cuore aveva perso la capacita' di pompaggio.
Malgrado che nel mondo siano ormai centinaia i malati di cuore curati con le cellule staminali, per ora le nozioni scarseggiano, ammette il professore. Dice che occorre prudenza, ma e' anche sicuro che la terapia cellulare sia una forma efficace per combattere gran parte dei disturbi cardiovascolari. Certo, ci sono ancora molti dubbi sul meccanismo d'azione delle cellule, sul momento ideale dell'applicazione, sulle dosi adeguate. Si sa che il cuore ha una limitata capacita' di rigenerazione, percio' i dubbi prevalgono sulle certezze. Ma ai colleghi scettici manda a dire che, se la prudenza e' d'obbligo, non si puo' nemmeno ignorare come lo stesso scetticismo abbia accompagnato l'angioplastica o l'aspirina. Rispetto a quest'ultima, fa notare che, a cent'anni dalla sua scoperta, ancora non si sa come funzioni esattamente, ma se si fosse aspettato a capire ogni dettaglio prima di usarla, ci sarebbero stati molti piu' morti: l'aspirina e' il rimedio che ha salvato piu' vite nella storia della cardiologia. Ha poi accennato alle difficolta' dei finanziamenti. Pur essendo un settore promettente, chi se ne occupa come lui deve accontentarsi dei soldi pubblici, notoriamente piuttosto scarsi. La definisce una ricerca "orfana", un progetto interessante che non proviene da un prodotto commercialmente sfruttabile e quindi poco interessante per l'industria privata.
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