Venerdì 5 giugno 2026
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Spagna. César Pascual: no all'apertura indiscriminata di narcosalas

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Con un'intervista rilasciata all'agenzia Efe, il nuovo responsabile delle politiche sulle droghe César Pascual ha tracciato le linee guida del suo programma di lavoro: da una parte si oppone all'adozione di misure radicali contro il tabacco e dall'altra si oppone all'apertura indiscriminata di narcosalas.
Pascual, che ha assunto la funzione di delegato del Governo per il Plan Nacional sobre Drogas alla fine del 2003, andando a sostituire Gonzalo Robles, ha spiegato che sara' duro con quei programmi assistenziali (prevenzione e trattamento) "che non si basino sull'evidenza scientifica, quelli che in apparenza stanno dando risultati e che si vendono bene. Sono molti quelli che dovranno dimostrare la loro efficacia". Pascual ha anche preannunciato di voler coinvolgere i sistemi sanitari di attenzione primaria per individuare persone con tossicodipendenza allo stato iniziale, obbiettivo per cui e' imprescindibile dotare il medico di "strumenti" e "protocolli" di lavoro, di cui oggi e' carente.
Per altro verso ha scartato l'ipotesi di impiantare in maniera generalizzata laboratori agli ingressi di bar e discoteche per analizzare la composizione delle "pasticche" prima del loro consumo, uno strumento che ha considerato di "efficacia limitata perche' raggiunge poche persone".
"Allo stesso modo non si estenderanno le narcosalas in tutto il Paese", verranno fatte solo dove mancano, cioe' dove e' presente una popolazione tossicodipendente molto deteriorata dal punto di vista socio sanitario. Mentre sarebbe "ridicolo" prevedere questi ambienti in luoghi in cui non ci sono gruppi di tossicodipendenti.
Le narcosalas, ha commentato Pascual, "sono un ricorso di efficacia limitata, perche' vanno dirette ad un gruppo di persone concreto. A ciascun gruppo bisogna cercare di offrire delle alternative piu' efficaci".
In merito alla commissione di studio sulla cannabis creata recentemente, Pascual dopo avere detto di non voler commentare il suo lavoro "per rispetto della sua indipendenza", ha comunque manifestato l'urgenza di "demistificare il discorso sull'innocuita' della cannabis, i cui possibili usi terapeutici si stanno associando al 'non fa nulla'", e ha manifestato il suo dissenso sull'effetto terapeutico dello "spinello", perche' "non ha nessun sostegno dal punto di vista scientifico".
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