Spagna. Commissione Sanita' della Regione Toscana visita stanze del buco a Barcellona
La missione della Commissione Sanita' del Consiglio regionale della Toscana a Barcellona, per studiare il sistema sanitario catalano, ha visto ieri come momento principale la visita al centro Baluart di Barcellona diretto da Esther Henart. Il Baluart e' uno dei 61 centri di assistenza alla tossicodipendenza presenti in Catalogna, dove da anni sono attive le 'safe injection rooms'.Il servizio, nato da una politica improntata sulla riduzione del danno, prevede la presenza nel centro di esperti di varie discipline, medici ed operatori sociali, e di spazi dove i tossicodipendenti da eroina possono iniettarsi la dose (che portano loro, il centro non fornisce droga) nella massima sicurezza, in un ambiente igienicamente adatto, con siringhe nuove e con eventuale assistenza medica immediata in caso di overdose. Positivo il giudizio dato dai membri della Commissione sanita' che hanno visitato il centro.
Il presidente della commissione Fabio Roggiolani (Verdi), Filippo Fossati (Ds) e Luca Ciabatti (Rifondazione Comunista) hanno spiegato che l'apertura del centro ha avuto come effetto immediato quello di risanare il quartiere dove si trova (diminuzione della criminalita', non piu' siringhe per strada, controlli medici sui soggetti a rischio) e di riuscire ad avvicinare molti dipendenti da eroina, che sono ormai in numero marginale rispetto al numero dei tossicodipendenti e rappresentano i casi piu' critici e socialmente emarginati. Infatti, delle circa duecento persone che il centro accoglie, oltre il 60 per cento ha accettato di sottoporsi a un trattamento per la disintossicazione.
'Il mio giudizio e' che si tratta di un programma straordinario", ha detto il presidente della Commissione sanita' Fabio Roggiolani. "Un programma che e' stato possibile realizzare perche' le forze politiche catalane, di destra e di sinistra, hanno stipulato un patto: lasciare fuori dalla questione della tossicodipendenza le speculazioni politiche e concentrarsi sulla riduzione del danno. Si tratta di un modello che dovremmo provare a importare in Toscana'.
Sulla stessa lunghezza d'onda Filippo Fossati, secondo il quale 'e' stato emozionante vedere con quanta passione gli operatori pubblici, supportati dal volontariato, lavorano nel centro. I risultati della sua attivita' sono chiari, verificabili e positivi: diminuita la criminalita' legata alla droga, annullata la mortalita', avviato il recupero di un gran numero di tossicodipendenti.
Fondamentale per questo l'accordo fatto dai partiti, che hanno deciso di astenersi da ogni strumentalizzazione politica sul tema della tossicodipendenza, dando vita a un protocollo. La nostra proposta e' che in Toscana si adotti la stessa intelligenza politica, dando fiducia agli operatori che hanno in mano gli strumenti per valutare quale siano gli interventi migliori da attuare'.
E anche Luca Ciabatti ha ribadito la positivita' dell'esperimento. 'C'e' un'evidenza scientifica: assistenza immediata in caso di urgenza, buon tasso di recupero, quartieri piu' sicuri. E' un modello riproponibile anche da noi, astenendosi da dibattiti ideologici. Il dibattito, in questo caso, deve partire dal risultato'.
COMMENTI
'E' inaccettabile che la sinistra toscana affermi che il centro Baluart di Barcellona abbia un programma straordinario, improntato sulla riduzione del danno, grazie al quale c'e' stata la diminuzione della criminalita' nel quartiere dove e' collocata la struttura. E' cosi' difficile affermare che drogarsi e' dannoso? Non ha senso esaltare la creazione di simili luoghi, anche se 'igienicamente protetti''.
Lo afferma il senatore di Alleanza nazionale Achille Totaro.
'La cosa ancor piu' sconcertante - dichiara - e' l'intenzione di voler importare tale modello anche nella nostra Regione. Infatti, offrendo 'luoghi sicuri e igienicamente protetti' per drogarsi non si tiene conto, come al solito, delle conseguenze'. 'Quanti 'utenti' - continua - diventerebbero assidui frequentatori delle sedicenti stanze del consumo? Come si fronteggerebbero le eventuali crisi scatenate da droghe pesanti?'.
'Questa purtroppo e' la politica della sinistra - conclude Totaro - che con i suoi castelli di falsita' non affronta il problema della droga prevenendolo, ma prendendo semmai provvedimenti tardivi e intempestivi. La creazione delle stanze del buco creerebbe dei drogati cronici, facendo passare il messaggio che le istituzioni autorizzano l'uso della droga, non attuando una politica che preveda una sua diminuzione'.
'La cosiddetta 'stanza del buco' e' un modo 'ideologico' di affrontare le problematiche della terapia della tossicodipendenza che nasconde la mancanza di una vera strategia di prevenzione, intervento e cura'. Lo dice, in una nota, il capogruppo di Fi in Consiglio regionale della Toscana Maurizio Dinelli insieme al consigliere Anna Maria Celesti in merito alla visita di alcuni componenti della commissione sanita' del Consiglio regionale in una 'safe injection room' di Barcellona.
Secondo gli esponenti di Fi 'non si puo' accettare il messaggio terapeutico alla tossicodopendeza che lascia passare l' impiego della 'stanza del buco'. Siamo contrari ad utilizzare come principale terapia al tossicodipendente solo nel concetto della riduzione del danno cosi' come invece sostiene Roggiolani', presidente della commissione Sanita'. Critico anche il capogruppo Udc Marco carraresi che in una nota sottolinea come 'con le dichiarazioni di Roggiolani e degli altri membri della Commissione la strategia della maggioranza di governo in Toscana nella lotta contro la tossicodipenza e' venuta nuovamente allo scoperto: si vuole far tornare la Toscana di 30 anni'.
Per Carraresi 'prima di formulare proposte in totale disaccordo con il testo unico sulle droghe e con i trattati internazionali, i miei colleghi avrebbero fatto di sicuro cosa piU' utile ad occuparsi di come risistemare il servizio pubblico italiano e toscano che stanno soffrendo per la carenza di risorse e di personale. Perche' - conclude - bisogna prima di tutto incentivare la prevenzione, non certo pubblicizzare gli stupefacenti'.
'Sono sempre ben disposto a discutere, a confrontarmi, a cercare di capire le diverse esperienze e soluzioni, soprattutto in una materia complessa e delicata quale quella della lotta alle dipendenze. Ma per quanto riguarda il merito non posso che confermare la valutazione negativa che ho gia' espresso a suo tempo'. Questo il commento dell'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi.
'Verificare e approfondire e' necessario ma continuare a tenere la discussione bloccata su questo aspetto del problema rischia di produrre solo tensioni e divisioni, che poi inevitabilmente si ripercuotono su chi sta male e ha problemi di cura, attenzione, ascolto, assistenza'.
'Mi sembra che uno dei temi piu' urgenti da affrontare sia quello di come far fronte alle nuove dipendenze, a quei fenomeni emergenti che gli osservatori piu' attenti denunciano con crescente allarme. Mi riferisco, ad esempio, a quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro dell'Interno Giuliano Amato sulla diffusione dell'abuso di cocaina e anche sul fenomeno davvero preoccupante dell'abuso di alcol che coinvolge sempre piu' presto i giovani'.
'A problemi nuovi dobbiamo contrapporre soluzioni nuove, secondo un modello toscano di lotta alle dipendenze che da sempre parla di prevenzione, integrazione, di inclusione, di presa in carico, che moltiplica gli strumenti di intervento e li rende adatti alle varie esigenze e al mutare dei comportamenti a rischio'.
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