Spagna. Congresso: i popolari bocciano la proposta socialista per le cellule staminali embrionali
Quella bocciata il 25 di marzo era la 26a iniziativa parlamentare del Psoe a favore della ricerca sulle cellule staminali ottenute dagli embrioni sovrannumerari, tutte e 26 sono state bocciate vista la maggioranza schiacciante del Partito Popolare.
Il portavoce socialista Jaime Lissavetzky aveva sottolineato la necessita' di modificare la Legge sulla Riproduzione Assistita, del 1988, per dare sicurezza giuridica ai ricercatori e "speranze, senza demagogia" ai malati. Lissavetzky aveva anche messo in evidenza come piu' di 50 Premi Nobel si sono schierati per la ricerca con le cellule staminali embrionali, cosi' come le associazioni dei diabetici spagnoli hanno raccolto un milione e mezzo di firme nella stessa direzione, e infine aveva ricordato il recente parere espresso da parte del Comitato di Etica del Ministero della Scienza e della Tecnologia.
In concreto la proposta dei socialisti e' sempre la stessa, ovvero che sotto uno stretto controllo pubblico e con rigidi controlli e informazione ai donatori, gli embrioni crioconservati nelle cliniche spagnole di fecondazione artificiale, una volta trascorsi i cinque anni stabiliti dalla legge (e oltre i quali non sono piu' impiantabili in utero) e con il limite di 14 giorni del loro sviluppo, possano essere utilizzati per la ricerca.
Il portavoce socialista Jaime Lissavetzky aveva sottolineato la necessita' di modificare la Legge sulla Riproduzione Assistita, del 1988, per dare sicurezza giuridica ai ricercatori e "speranze, senza demagogia" ai malati. Lissavetzky aveva anche messo in evidenza come piu' di 50 Premi Nobel si sono schierati per la ricerca con le cellule staminali embrionali, cosi' come le associazioni dei diabetici spagnoli hanno raccolto un milione e mezzo di firme nella stessa direzione, e infine aveva ricordato il recente parere espresso da parte del Comitato di Etica del Ministero della Scienza e della Tecnologia.
In concreto la proposta dei socialisti e' sempre la stessa, ovvero che sotto uno stretto controllo pubblico e con rigidi controlli e informazione ai donatori, gli embrioni crioconservati nelle cliniche spagnole di fecondazione artificiale, una volta trascorsi i cinque anni stabiliti dalla legge (e oltre i quali non sono piu' impiantabili in utero) e con il limite di 14 giorni del loro sviluppo, possano essere utilizzati per la ricerca.
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