Venerdì 5 giugno 2026
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Spagna. I consumatori di droghe nel mondo del lavoro

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Tabacco, alcool, hashish, cocaina, pasticche, calmanti. Ogni droga ha una sua presenza specifica nei luoghi di lavoro, anche se nessuna e' assente. Lo rileva lo studio Incidencia de la droga en el mundo laboral, presentato il 12 luglio da Plan Nacional sobre Drogas, Caja Madrid e Fundacion de Ayuda contra la Drogadiccion (FAD).
In generale, il consumo di queste sostanze e' diminuito da quando fu realizzato il primo studio nel 1996. Pero' le cose cambiano aspetto se si fa una distinzione tra occupati e disoccupati. In cinque anni e' aumentata la prevalenza delle droghe illegali tra i disoccupati, tanto da far pensare che la disoccupazione sia di per se' un fattore di rischio per la tossicodipendenza.
La differenza si nota anche nei modelli di consumo. In tutti i gruppi e' abitudine diffusa di mescolare varie sostanze, pero' vien fatto con combinazioni diverse. I lavoratori occupati tendono a mischiare sostanze psicostimolanti (speed, anfetamine, droghe di sintesi, cocaina), mentre i disoccupati, a questo cocktail aggiungono hashish, una sostanza il cui consumo e' in aumento e che tende a essere "sempre piu' accettato socialmente", come spiega un delegato del Plan contra la Droga.
La maggior parte dei consumatori di droghe sono maschi, ma non chi consuma tranquillanti e sonniferi. Comunque ogni sostanza ha un suo profilo. I giovani che vivono nella cintura cantabrica e della Navarra e che lavorano nell'edilizia sono affezionati alla cocaina. I manager hanno in comune con le donne il fatto di preferire tranquillanti e sonniferi. In compenso, le droghe di sintesi sono piu' diffuse a Madrid tra le classi alte, mentre i quadri intermedi e i metalmeccanici, cosi' come i lavoratori elettrici e dell'industria automobilistica sono in cima alla scala per uso di allucinogeni. Dallo studio emerge che rischia la tossicomania soprattutto il lavoratore stanco, insicuro, precario, quello che svolge un'attivita' di pura routine o non ha prospettive di promozione. Ma i soggetti piu' a rischio in assoluto sono quelle donne che, oltre al lavoro esterno, devono farsi carico della gestione domestica: il 64,6% tra loro e' "in situazione di rischio", soprattutto di dipendenza da tranquillanti e sonniferi.
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