Spagna. Un convegno sulle staminali, le speranze e la nuova legge sugli embrioni sovrannumerari
"Il punto di vista della scienza e quello della bioetica" era il titolo della tavola rotonda tenutasi nell'ambito della giornata "Cellule staminali: lo stato attuale della ricerca. Aspetti mediatici e sociali" del Cvc, Consiglio valenziano di cultura.
Nell'occasione i diversi scienziati e genetisti intervenuti hanno spiegato come con l'applicazione delle cellule staminali non si e' ottenuto nessun risultato clinico, anche se recenti esperimenti con topi colpiti da sintomi simili a quelli prodotti dal Parkinson hanno recuperato, e si sono mostrati fiduciosi che nel giro di dieci anni sara' possibile applicare terapie a base di staminali per alcune malattie degenerative, come il Parkinson o l'Alzheimer. Hanno anche spiegato come la pressione sociale esercitata da scienziati e gruppi di malati ha reso possibile che venissero incrementate le ricerche con le staminali in Europa in generale, e in Spagna in particolare dopo la proposta di riforma della legge sulla fecondazione assistita che permetterebbe la ricerca sugli embrioni sovrannumerari. In questo senso si e' espresso Santiago Grisolia, presidente del Cvc e premio per la ricerca Principe Felipe, ha detto che "il Governo spagnolo ha deciso di permettere l'apertura di queste ricerche alle cellule staminali embrionali, e ha fatto tutto il possibile per uscire da questa situazione impantanata, anche se con molta cautela", "la gente non e' completamente soddisfatta perche' vuole che la legge sia piu' permissiva, nonostante questo io, personalmente, penso che sia un passo avanti".
Il dottor Felipe Prosper, dell'Area di Terapia Cellulare della Clinica Universitaria di Navarra, ha detto che la nuova legge permettera' ai genetisti spagnoli di lavorare con un certo numero di embrioni congelati, un filone di ricerca che fino ad oggi era limitata. Prosper nell'occasione ha ricordato come le staminali possono servire anche per la rigenerazione di organi e tessuti in quella che viene chiamata terapia cellulare o rigenerativa.
Nell'occasione i diversi scienziati e genetisti intervenuti hanno spiegato come con l'applicazione delle cellule staminali non si e' ottenuto nessun risultato clinico, anche se recenti esperimenti con topi colpiti da sintomi simili a quelli prodotti dal Parkinson hanno recuperato, e si sono mostrati fiduciosi che nel giro di dieci anni sara' possibile applicare terapie a base di staminali per alcune malattie degenerative, come il Parkinson o l'Alzheimer. Hanno anche spiegato come la pressione sociale esercitata da scienziati e gruppi di malati ha reso possibile che venissero incrementate le ricerche con le staminali in Europa in generale, e in Spagna in particolare dopo la proposta di riforma della legge sulla fecondazione assistita che permetterebbe la ricerca sugli embrioni sovrannumerari. In questo senso si e' espresso Santiago Grisolia, presidente del Cvc e premio per la ricerca Principe Felipe, ha detto che "il Governo spagnolo ha deciso di permettere l'apertura di queste ricerche alle cellule staminali embrionali, e ha fatto tutto il possibile per uscire da questa situazione impantanata, anche se con molta cautela", "la gente non e' completamente soddisfatta perche' vuole che la legge sia piu' permissiva, nonostante questo io, personalmente, penso che sia un passo avanti".
Il dottor Felipe Prosper, dell'Area di Terapia Cellulare della Clinica Universitaria di Navarra, ha detto che la nuova legge permettera' ai genetisti spagnoli di lavorare con un certo numero di embrioni congelati, un filone di ricerca che fino ad oggi era limitata. Prosper nell'occasione ha ricordato come le staminali possono servire anche per la rigenerazione di organi e tessuti in quella che viene chiamata terapia cellulare o rigenerativa.
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