Spagna. Creare i denti con cellule e tessuti del paziente
In occasione di una visita alla Fondazione Juan March di Madrid, lo scienziato greco Eftimios Mitsiadis viene intervistato dal quotidiano spagnolo Abc. Il tema e' quello delle ricerche e delle sperimentazioni che sta portando avanti sui polli e la formazioni dei denti indotta con le cellule staminali di topi. Mitsiadis ha realizzato le sue ricerche nei laboratori e centri accademici di Helsinki, Stoccolma, Yale e Lyon e Londra.
Quando gli viene chiesto se grazie a questi esperimenti sara' possibile ricostruire in laboratorio denti -a partire dalle staminali dello stesso paziente- Mitsiadis risponde: "Conosciamo diversi geni che sono coinvolti nella formazione dei denti. Di fatto, se avvengono delle mutazioni alcuni denti non crescono. Per esempio, nel caso del gene Pax9 si perdono i molari e i premolari. Ogni volta abbiamo sempre maggiori informazioni. Le tecniche di biologia molecolare ci permetteranno di isolare le cellule della polpa dentale di una persona e introdurci il gene corretto. Dopo questa manipolazione verranno iniettate dove vogliamo che cresca il dente. Il nostro lavoro e' un buon inizio per comprendere come possiamo andare avanti. Alcune compagnie della Gran Bretagna gia' sperimentano l'iniezione di cellule della cresta neurale nella cavita' orale dei topi per vedere se si induce la creazione della dentina". In seguito spiega Mitsiadis "realizzeremo lavori per verificare quali possono essere le applicazioni mediche di queste conoscenze. Vogliamo sapere come utilizzare le tecniche della biologia molecolare per, quando sorge una carie o si rompe un pezzo di un dente, potere impiantare questo tipo di cellule o di tessuti, che si otterranno in vitro a partire dalle cellule dello stesso paziente. Si tratta di sostituire del materiale sintetico con del materiale umano. Ma prima dobbiamo conoscere i meccanismi molecolari che soggiacciono alle patologie dentali per, quindi, poterle prevenire e correggere. Agiremo sui geni e sulle cellule nel giro di 10 o 20 anni. Questo e' il futuro dell'odontoiatria".
L'intervista si chiude chiedendo al dottor Mitsiadis perche' il suo settore di ricerca non e' stato molto sfruttato rispetto ad altri, e lo specialista greco risponde: "in primo luogo perche' e' molto difficile manipolare e lavorare con tessuti duri. E i denti sono i piu' resistenti di tutto il corpo umano. Questa circostanza fa si' che sia molto complicato ideare e realizzare esperimenti. Ma anche perche' gioca contro l'esistenza di un potente gruppo di pressione, non esercitato dagli odontoiatri, ma dalle imprese che forniscono i materiali. C'e' molto denaro in gioco."
Quando gli viene chiesto se grazie a questi esperimenti sara' possibile ricostruire in laboratorio denti -a partire dalle staminali dello stesso paziente- Mitsiadis risponde: "Conosciamo diversi geni che sono coinvolti nella formazione dei denti. Di fatto, se avvengono delle mutazioni alcuni denti non crescono. Per esempio, nel caso del gene Pax9 si perdono i molari e i premolari. Ogni volta abbiamo sempre maggiori informazioni. Le tecniche di biologia molecolare ci permetteranno di isolare le cellule della polpa dentale di una persona e introdurci il gene corretto. Dopo questa manipolazione verranno iniettate dove vogliamo che cresca il dente. Il nostro lavoro e' un buon inizio per comprendere come possiamo andare avanti. Alcune compagnie della Gran Bretagna gia' sperimentano l'iniezione di cellule della cresta neurale nella cavita' orale dei topi per vedere se si induce la creazione della dentina". In seguito spiega Mitsiadis "realizzeremo lavori per verificare quali possono essere le applicazioni mediche di queste conoscenze. Vogliamo sapere come utilizzare le tecniche della biologia molecolare per, quando sorge una carie o si rompe un pezzo di un dente, potere impiantare questo tipo di cellule o di tessuti, che si otterranno in vitro a partire dalle cellule dello stesso paziente. Si tratta di sostituire del materiale sintetico con del materiale umano. Ma prima dobbiamo conoscere i meccanismi molecolari che soggiacciono alle patologie dentali per, quindi, poterle prevenire e correggere. Agiremo sui geni e sulle cellule nel giro di 10 o 20 anni. Questo e' il futuro dell'odontoiatria".
L'intervista si chiude chiedendo al dottor Mitsiadis perche' il suo settore di ricerca non e' stato molto sfruttato rispetto ad altri, e lo specialista greco risponde: "in primo luogo perche' e' molto difficile manipolare e lavorare con tessuti duri. E i denti sono i piu' resistenti di tutto il corpo umano. Questa circostanza fa si' che sia molto complicato ideare e realizzare esperimenti. Ma anche perche' gioca contro l'esistenza di un potente gruppo di pressione, non esercitato dagli odontoiatri, ma dalle imprese che forniscono i materiali. C'e' molto denaro in gioco."
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