Spagna. Critiche alla legge sulla clonazione
Observatorio de Bioetica de la Universidad Catolica de Valencia San Vicente Martir ha pubblicato un rapporto sul progetto di legge di ricerca biomedica proposto recentemente dal Governo, in cui fa notare "tra gli altri aspetti negativi, l'autorizzazione, per la prima volta in Spagna, della clonazione di esseri umani a fini sperimentali e la distruzione dell'embrione per ottenere cellule staminali". Il rapporto vuole offrire una riflessione costruttiva sul nuovo testo legislativo perche' siano valorizzati soprattutto i suoi aspetti etici, rilevano fonti della UCV. Il testo "che e' ambiguo e contraddittorio, pur contenendo alcuni aspetti positivi, autorizza la clonazione in quanto permette il trasferimento nucleare a fini terapeutici o di ricerca". In questo senso "poiche' la clonazione umana non ha dato nessun risultato positivo dal lato terapeutico, la legge sembra diretta a creare embrioni umani, attraverso la clonazione, da poter utilizzare in sperimentazioni biomediche". Se la legge venisse approvata dal Parlamento, la Spagna sarebbe il decimo Paese al mondo a legalizzare la clonazione di esseri umani, insieme a Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Corea, Cina, Giappone, Singapore, Australia ed Israele, affermano gli esperti di bioetica della UCV. Nello stesso tempo, il disegno di legge "ratifica la possibilita' da utilizzare embrioni umani oppure organi o tessuti per ricerche biomediche, e riduce il valore ontologico dell'embrione umano preimpiantato, che viene definito pre-embrione per propiziarne l'uso come materiale di sperimentazione". Il documento segnala anche che la legge prevede la creazione di una commissione di garanzia i cui membri saranno nominati da organismi governativi "al posto di associazioni scientifiche o di bioetica indipendenti".
Esiste poi un manifesto, redatto dall'accademico di Biochimica e Biologia Molecolare dell'Universita' di Valencia Luis Franco Vera, membro della Real Academia de Ciencias Exactas, Fisicas y Naturales cui stanno aderendo scienziati, professori universitari, professionisti in biomedicina di varie universita', centri di ricerca ed altre istituzioni. Nel testo, i firmatari, "partendo da una posizione di rispetto per il compito che compete ai deputati, cosi' come ai membri del Governo, dissentono da alcuni dei contenuti del testo legislativo menzionato". Nello stesso tempo, il manifesto si appella ai ricercatori e ai mezzi di comunicazione affinche' evitino di creare "false speranze dall'uso delle cellule staminali di origine embrionale, giacche' queste cellule non hanno dato luogo, finora, ad applicazioni realmente terapeutiche negli esseri umani". Aggiunge poi che non si puo' ignorare il fatto che, in piu' del 60% degli animali cui sono state impiantate cellule embrionali, si sono manifestati dei tumori.
Esiste poi un manifesto, redatto dall'accademico di Biochimica e Biologia Molecolare dell'Universita' di Valencia Luis Franco Vera, membro della Real Academia de Ciencias Exactas, Fisicas y Naturales cui stanno aderendo scienziati, professori universitari, professionisti in biomedicina di varie universita', centri di ricerca ed altre istituzioni. Nel testo, i firmatari, "partendo da una posizione di rispetto per il compito che compete ai deputati, cosi' come ai membri del Governo, dissentono da alcuni dei contenuti del testo legislativo menzionato". Nello stesso tempo, il manifesto si appella ai ricercatori e ai mezzi di comunicazione affinche' evitino di creare "false speranze dall'uso delle cellule staminali di origine embrionale, giacche' queste cellule non hanno dato luogo, finora, ad applicazioni realmente terapeutiche negli esseri umani". Aggiunge poi che non si puo' ignorare il fatto che, in piu' del 60% degli animali cui sono state impiantate cellule embrionali, si sono manifestati dei tumori.
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