Spagna. Crolla un mito, anche l'Eta nel giro del narcotraffico
Il quotidiano di Madrid "La Razon" pubblica oggi uno speciale dedicato all'Eta e al suo coinvolgimento nel narcotraffico. Verbali fotocopiati di presunti interrogatori della Procura di Napoli dai quali emerge una storia non edificante per il gruppo separatista basco, vendevano droga appoggiandosi al clan camorristico dei Genovese per comprare armi. "Vendevano droga perche' avevano bisogno di armi, preferivano abbassare il prezzo della droga e ottenere armi, ma armi grandi. non servivano i kalashnikov, volevano i lanciamissili e le bombe", sostiene in questi verbali il pentito Raffaele Spinello che avrebbe riconosciuto i due membri dell'Eta in alcune fotografie: José Miguel Arrieta Llopis, noto come "Kocteles", e Gracia Morcillo Torres. La droga, hashish e cocaina, proveniva da Turchia, Pachistan e Uzbechistan.
"Crollato il mito che la banda combatteva il narcotraffico", e' il titolo di uno degli articoli pubblicati dal quotidiano "La Razon", che sottolinea come il gruppo armato del separatismo basco, che si era sempre presentato come quello dei "paladini che lottavano senza quartiere per impedire che la gioventu' cadesse nelle mani degli spacciatori che, incoraggiati dalle Forze dell'ordine, pretendevano di inondare di droga il Paese Basco". E viene anche ricordato come sono state "giudicate" e quindi giustiziate, dagli stessi terroristi dell'Eta, molte persone con l'accusa di narcotraffico. Che poi l'accusa fosse vera, o no, sembra non fosse fondamentale, bastava che "circolasse l'informazione che una persona era legata al mondo della droga, perche' fosse inclusa nella lista degli obbiettivi dei "commandos"".
L'editoriale del quotidiano e' durissimo: non importa piu' l'origine dell'Eta, quello che importa e' che cosa e' oggi, ovvero una organizzazione mafiosa. "Quando una mafia si rafforza, e l'Eta e' una mafia, non tarda a sviluppare l'abilita' e le pratiche che accomunano tutti questi gruppi di assassini in qualsiasi luogo del mondo: il traffico di armi, il pizzo per la "protezione" o l'estorsione in cambio di non attaccare le proprie vittime, i sequestri, il narcotraffico oppure tra gli altri aspetti identificativi la creazione di imprese di facciata, dentro e fuori il loro Paese di origine, per "ripulire" il denaro sudicio ottenuto con metodi criminali. A vedere le relazioni amichevoli tra il clan dei Genovesi e i narcoterroristi dell'Eta, crolla un altro dei miti che la banda aveva cercato di creare nel Paese Basco. Cosi' le "esecuzioni" degli spacciatori si rivelano ora come un metodo per controllare il mercato della droga e ottenere succulenti benefici".
"Crollato il mito che la banda combatteva il narcotraffico", e' il titolo di uno degli articoli pubblicati dal quotidiano "La Razon", che sottolinea come il gruppo armato del separatismo basco, che si era sempre presentato come quello dei "paladini che lottavano senza quartiere per impedire che la gioventu' cadesse nelle mani degli spacciatori che, incoraggiati dalle Forze dell'ordine, pretendevano di inondare di droga il Paese Basco". E viene anche ricordato come sono state "giudicate" e quindi giustiziate, dagli stessi terroristi dell'Eta, molte persone con l'accusa di narcotraffico. Che poi l'accusa fosse vera, o no, sembra non fosse fondamentale, bastava che "circolasse l'informazione che una persona era legata al mondo della droga, perche' fosse inclusa nella lista degli obbiettivi dei "commandos"".
L'editoriale del quotidiano e' durissimo: non importa piu' l'origine dell'Eta, quello che importa e' che cosa e' oggi, ovvero una organizzazione mafiosa. "Quando una mafia si rafforza, e l'Eta e' una mafia, non tarda a sviluppare l'abilita' e le pratiche che accomunano tutti questi gruppi di assassini in qualsiasi luogo del mondo: il traffico di armi, il pizzo per la "protezione" o l'estorsione in cambio di non attaccare le proprie vittime, i sequestri, il narcotraffico oppure tra gli altri aspetti identificativi la creazione di imprese di facciata, dentro e fuori il loro Paese di origine, per "ripulire" il denaro sudicio ottenuto con metodi criminali. A vedere le relazioni amichevoli tra il clan dei Genovesi e i narcoterroristi dell'Eta, crolla un altro dei miti che la banda aveva cercato di creare nel Paese Basco. Cosi' le "esecuzioni" degli spacciatori si rivelano ora come un metodo per controllare il mercato della droga e ottenere succulenti benefici".
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