Spagna. I giovani, sempre piu' laici, giustificano eutanasia, aborto, sesso fra minori
I giovani spagnoli mantengono la famiglia, intesa sempre più come un focolare laico, al centro della loro esistenza considerandola, con la salute, la cosa più importante, mentre cresce il rifiuto della chiesa e della religione. E' quanto rivela uno studio dal quale emerge confusione e contraddittorietà di fronte ad una società che cambia e dove il lavoro sembra avere sorprendentemente la meglio sul tempo libero anche se i ragazzi vedono se stessi come grandi consumisti, ribelli e immaturi. Secondo l'indagine condotta dalla Fondazione Santa Maria su 4000 giovani fra i 15 e i 24 anni, il 79% non ha fiducia nella chiesa considerata "troppo ricca, impegnata politicamente e antiquata in materia sessuale". Si tratta del giudizio più negativo fra tutte le istituzioni, comprese le multinazionali (76% gli nega fiducia) e la Nato (64%). Il maggior consenso va alle associazioni del volontariato (nei confronti delle quali non nutrono fiducia solo il 21% degli interrogati), al sistema di insegnamento (30%) e alla previdenza sociale (36%) che è quella che è più migliorata. Più della metà dei giovani ha fiducia nella polizia, il 47% nell'Onu e il 46% nella stampa. La famiglia è in ogni caso l'aspetto centrale subito dopo la salute, seguita da amici, lavoro, guadagno. Ma è considerata in modo diverso e più ampio del passato e quasi senza connotazioni spirituali. Un dato non facile da analizzare se si considera che malgrado crescano ateismo e agnosticismo il 43% vuole sposarsi in chiesa e solo il 22% opta per il matrimonio civile e il 16% per le unioni di fatto. Questa importanza data al nucleo familiare -in un paese apparentemente spaccato sul matrimonio omosessuale cui si oppone con forza la chiesa che lo considera un macigno contro la famiglia tradizionale- sembra scontrarsi peraltro con la tolleranza nei confronti del divorzio e delle adozioni da parte di coppie di fatto e omosessuali o lesbiche, e verso l'aborto. Gli atei sono il 21%, gli agnostici o indifferenti il 25% e solo il 49% si dichiara cattolico, praticante o no, contro il 77% di dieci anni fa. La maggior parte dei giovani si vedono consumisti (59,8%), ribelli (54,1%), preoccupati solo del presente (38,3%), ma anche lavoratori (20,1%), poco generosi (13,4%) e poco maturi (11,4). I ragazzi -preoccupati di guadagnar bene e di godere di una vita sessuale soddisfacente ma anche di condurre un'esistenza morale degna- mettono la politica al penultimo posto tra le cose davvero importanti, davanti solo alla religione. E appaiono di fatto pochissimo impegnati anche se la maggioranza si dice di sinistra (39%); se però si fà distinzione fra sinistra (26%) ed estrema sinistra (13%) la maggioranza è di centro con il 28%, contro appena un 8,5% di destra. Il 67% è a favore della costruzione europea. I principali problemi sono terrorismo, droga, disoccupazione e alloggi. Si giustificano soprattutto divorzio, eutanasia, adozione da parte di lesbiche e omosessuali, aborto e relazioni sessuali fra minori. Il 67% è a favore di permettere l'entrata di immigranti legali e il 15,7% che si debba lasciar entrare chiunque. I più rifiutati sono membri dell'Eta, neonazisti, naziskin e musulmani radicali. Nessun problema invece ad accettare i malati aids, una malattia che è solo al settimo posto delle preoccupazioni giovanili. Quello che risulta da questi dati è soprattutto un senso di incertezza se non di confusione, rilevano gli esperti, di fronte ad una società che cambia e dove i valori non sono più o sempre riconoscibili. Cosi se da una parte il lavoro è tra le cose più importanti i ragazzi vedono se stessi assai poco "lavoratori", mentre subordinano lo studio all'ozio. E se si vedono molto ribelli e indipendenti, appaiono politicamente moderati dando la preferenza al centro. E il senso morale dell'esistenza è importante ma si sentono poco solidali, tolleranti e soprattutto pochissimo generosi (solo il 13%). In netto contrasto, quest'ultimo dato, con l'opinione del premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero secondo il quale la parola più bella del dizionario spagnolo è "generosita" perché "é ciò che ci rende più umani" e dà un senso alla nostra vita.
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