Spagna. Immigrazione al centro del vertice con l'Italia
Sul tavolo del vertice italo-spagnolo a Ibiza ci sono soprattutto questioni economiche, ma non solo. Il premier italiano Romano Prodi e quello spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero hanno parlato anche di politica estera, dimostrando forti consonanze su questioni come il rilancio della Costituzione europea, la pace in Medio Oriente, ed in particolare l'Iraq e l'Afghanistan. In quest'ultimo Paese i due leader mediterranei hanno confermato la loro presenza, che vede già la loro collaborazione nell'area della città di Herat, ma hanno ribadito la volontà di uno "sbocco politico" per la questione afgana, a partire da una Conferenza di pace internazionale.
Altro tema sul piatto è quello dell'immigrazione extracomunitaria, fenomeno che riguarda in prima linea Italia e Spagna, entrambi Paesi di frontiera a sud del continente. Ma quello che più è atteso nel vertice bilaterale è un accordo congiunto su due questioni economiche: i casi del tentativo di fusione tra Autostrade-Abertis e di accordo tra Telecom-Telefonica. Riguardo alla prima vicenda, Prodi ha confermato un dialogo "costruttivo" con l'esecutivo spagnolo, ribadendo che le due società sono "libere di poter fare un accordo, se lo vogliono fare. Il governo non ha niente da dire, se vi sono progetti possono andare avanti". Del resto, dice il primo ministro italiano, che "il quadro regolamentare è già stato messo a posto", e assicura che non c'era nessun intenzione di proibire a concorrenti stranieri di comprare autostrade in Italia, perché siamo in Europa. I problemi - continua Prodi - riguardavano solo alcuni aspetti della concessione, dato che Autostrade è una concessionaria e non una società qualunque. Su questo abbiamo costruito una struttura legislativa e amministrativa nuova e quindi tutto può procedere a seconda della volontà delle imprese". Sul paventato accordo tra l'italiana Telecom e la spagnola Telefonica si è invece espresso Zapatero dicendosi aperto a interventi delle aziende europee in altri Paesi, purché "favorevoli ed amichevoli". Il premier iberico ha ribadito che si sta lavorando per "rendere compatibili le norme della Ue con l'interesse delle imprese a espandersi nei mercati strategici e riteniamo che qualunque iniziativa di alleanza o partecipazione nei paesi comunitari debba essere amichevole e favorevole".
Altro tema sul piatto è quello dell'immigrazione extracomunitaria, fenomeno che riguarda in prima linea Italia e Spagna, entrambi Paesi di frontiera a sud del continente. Ma quello che più è atteso nel vertice bilaterale è un accordo congiunto su due questioni economiche: i casi del tentativo di fusione tra Autostrade-Abertis e di accordo tra Telecom-Telefonica. Riguardo alla prima vicenda, Prodi ha confermato un dialogo "costruttivo" con l'esecutivo spagnolo, ribadendo che le due società sono "libere di poter fare un accordo, se lo vogliono fare. Il governo non ha niente da dire, se vi sono progetti possono andare avanti". Del resto, dice il primo ministro italiano, che "il quadro regolamentare è già stato messo a posto", e assicura che non c'era nessun intenzione di proibire a concorrenti stranieri di comprare autostrade in Italia, perché siamo in Europa. I problemi - continua Prodi - riguardavano solo alcuni aspetti della concessione, dato che Autostrade è una concessionaria e non una società qualunque. Su questo abbiamo costruito una struttura legislativa e amministrativa nuova e quindi tutto può procedere a seconda della volontà delle imprese". Sul paventato accordo tra l'italiana Telecom e la spagnola Telefonica si è invece espresso Zapatero dicendosi aperto a interventi delle aziende europee in altri Paesi, purché "favorevoli ed amichevoli". Il premier iberico ha ribadito che si sta lavorando per "rendere compatibili le norme della Ue con l'interesse delle imprese a espandersi nei mercati strategici e riteniamo che qualunque iniziativa di alleanza o partecipazione nei paesi comunitari debba essere amichevole e favorevole".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti