Spagna. Incontro internazionale sulle cellule staminali
Dal 19 al 21 giugno si svolgeranno a Gijon (Asturie) le Giornate Internazionali sulle Cellule Staminali, organizzate da SIBI (Societa' Internazionale di Bioetica): un programma aperto al dibattito di specialisti mondiali, sia dal punto di vista della ricerca scientifica che etico e giuridico. Al presidente del Comitato scientifico di SIBI, dottor Marcelo Palacios, uno dei promotori dell'evento, e' stato chiesto di presentare le personalita' partecipanti al convegno.
José Cibelli, professore di Biotecnologia Animale presso il Laboratorio di Riproduzione Cellulare dell'Universita' del Michigan, d'origine argentina. E' stato lui ad insegnare le tecniche di clonazione al coreano Hwang Woo-suk, disgraziatamente coinvolte in seguito nella polemica di pratiche scorrette. E' senza dubbio un'autorita' mondiale in materia. La sua conferenza s'intitola precisamente "Clonazione terapeutica umana dopo il caso coreano".
Un'altra personalita' rilevante e' Catherine Verfaillie, ricercatrice belga, direttrice degli Istituti di Cellule del tronco delle universita' del Minnesota (Usa) e Leuven (Belgio). Il suo grande contributo e' stata la scoperta delle cellule adulte multipotenti, di cui illustrera' potenzialita' e limiti. Si tratta di cellule con caratteristiche simili a quelle embrionali, ma che non si dividono individualmente ne' danno luogo a gameti. E' comunque una buona strada da percorrere.
Ci sara' Bernat Soria, che si sta occupando di ricerche fondamentali sul diabete: utilizza topi, a cui inietta la malattia; la sua linea di lavoro e' alquanto promettente.
Cosi' come sembra spettacolare l'ambito di cui si occupa la dottoressa Almudena Ramon, attesa anche lei, e autrice di un lavoro interessante sui topi, cui ha iniettato cellule staminali per cercare di rimediare a lesioni midollari; fino a questo momento ha ottenuto risultati brillanti.
C'e voluto un anno e mezzo per organizzare il convegno; non e' stato facile riunire personalita' di quel livello in una stessa data e nello stesso luogo. Nel calendario previsto, era incluso anche Hwang Woo-suk, ma che per i motivi a tutti noti (l'imputazione di essersi inventato la clonazione annunciata sulla rivista "Science") e' uscito dal programma. Sara' José Cibelli a trattare quell'argomento. Nella tre giorni ci si occupera' non solo degli ultimi progressi scientifici con le cellule staminali embrionali, fetali o adulte; ci si muovera' anche sul terreno etico e giuridico. Ne tratteranno Amos Shapira, cattedratico di Diritto e Bioetica Medica dell'Universita' di Tel Aviv, che parlera' di cio' che si sta facendo, di quello che si deve fare e di quello che non si deve fare. Si conta anche sulla presenza del reverendo Maurice Dooley, professore di Teologia e di Diritto canonico all'Universita' di Thurles (Irlanda). Cosi' come e' atteso l'impagabile personalita' di Héctor Gros, ambasciatore dell'Uruguay in Francia e dell'Unesco. O di George Kutukdjan, libanese d'origine, che viene dall'Universita' di Parigi per chiarire l'alternativa del dibattito: confronto o speranza? L'intento dei promotori e' che la discussione sulle cellule staminali tocchi liberamente e ad alto livello tutti gli aspetti e gli orientamenti. E' l'unico modo per fare luce sull'argomento.
Nel frattempo si possono evidenziare due posizioni spagnole: quella di Santiago Dexeus, il ricercatore che nel 1984 ha fatto nascere la prima bambina in provetta spagnola, e quella di Juan Lacadena, professore di genetica. Il primo propone di creare banche di cellule staminali per sviluppare le terapie d'applicazione clinica ed assecondare cosi' le necessita' attuali della medicina. Sostiene che le cellule staminali embrionali sono migliori di quelle somatiche e, collocandosi dalla parte della scienza, critica che non si utilizzino gli embrioni congelati e privi di un progetto parentale per fare ricerca con le cellule staminali. "Allo scienziato non si puo' chiedere una capacita' normativa. Le leggi variano a seconda del partito al potere". Fa notare che in alcune aree si verifica il "turismo riproduttivo". Opposta la posizione di Juan Lacadena, che respinge la clonazione di embrioni umani per "ragioni giuridiche ed etiche" e sostiene l'istituzione di comitati di bioetica negli ospedali e nei centri di ricerca, affinche' si pronuncino sulla convenienza o no di eseguire determinati esperimenti scientifici. Questi organi deliberativi dovrebbero essere "indipendenti, pluridisciplinari e plurali".
José Cibelli, professore di Biotecnologia Animale presso il Laboratorio di Riproduzione Cellulare dell'Universita' del Michigan, d'origine argentina. E' stato lui ad insegnare le tecniche di clonazione al coreano Hwang Woo-suk, disgraziatamente coinvolte in seguito nella polemica di pratiche scorrette. E' senza dubbio un'autorita' mondiale in materia. La sua conferenza s'intitola precisamente "Clonazione terapeutica umana dopo il caso coreano".
Un'altra personalita' rilevante e' Catherine Verfaillie, ricercatrice belga, direttrice degli Istituti di Cellule del tronco delle universita' del Minnesota (Usa) e Leuven (Belgio). Il suo grande contributo e' stata la scoperta delle cellule adulte multipotenti, di cui illustrera' potenzialita' e limiti. Si tratta di cellule con caratteristiche simili a quelle embrionali, ma che non si dividono individualmente ne' danno luogo a gameti. E' comunque una buona strada da percorrere.
Ci sara' Bernat Soria, che si sta occupando di ricerche fondamentali sul diabete: utilizza topi, a cui inietta la malattia; la sua linea di lavoro e' alquanto promettente.
Cosi' come sembra spettacolare l'ambito di cui si occupa la dottoressa Almudena Ramon, attesa anche lei, e autrice di un lavoro interessante sui topi, cui ha iniettato cellule staminali per cercare di rimediare a lesioni midollari; fino a questo momento ha ottenuto risultati brillanti.
C'e voluto un anno e mezzo per organizzare il convegno; non e' stato facile riunire personalita' di quel livello in una stessa data e nello stesso luogo. Nel calendario previsto, era incluso anche Hwang Woo-suk, ma che per i motivi a tutti noti (l'imputazione di essersi inventato la clonazione annunciata sulla rivista "Science") e' uscito dal programma. Sara' José Cibelli a trattare quell'argomento. Nella tre giorni ci si occupera' non solo degli ultimi progressi scientifici con le cellule staminali embrionali, fetali o adulte; ci si muovera' anche sul terreno etico e giuridico. Ne tratteranno Amos Shapira, cattedratico di Diritto e Bioetica Medica dell'Universita' di Tel Aviv, che parlera' di cio' che si sta facendo, di quello che si deve fare e di quello che non si deve fare. Si conta anche sulla presenza del reverendo Maurice Dooley, professore di Teologia e di Diritto canonico all'Universita' di Thurles (Irlanda). Cosi' come e' atteso l'impagabile personalita' di Héctor Gros, ambasciatore dell'Uruguay in Francia e dell'Unesco. O di George Kutukdjan, libanese d'origine, che viene dall'Universita' di Parigi per chiarire l'alternativa del dibattito: confronto o speranza? L'intento dei promotori e' che la discussione sulle cellule staminali tocchi liberamente e ad alto livello tutti gli aspetti e gli orientamenti. E' l'unico modo per fare luce sull'argomento.
Nel frattempo si possono evidenziare due posizioni spagnole: quella di Santiago Dexeus, il ricercatore che nel 1984 ha fatto nascere la prima bambina in provetta spagnola, e quella di Juan Lacadena, professore di genetica. Il primo propone di creare banche di cellule staminali per sviluppare le terapie d'applicazione clinica ed assecondare cosi' le necessita' attuali della medicina. Sostiene che le cellule staminali embrionali sono migliori di quelle somatiche e, collocandosi dalla parte della scienza, critica che non si utilizzino gli embrioni congelati e privi di un progetto parentale per fare ricerca con le cellule staminali. "Allo scienziato non si puo' chiedere una capacita' normativa. Le leggi variano a seconda del partito al potere". Fa notare che in alcune aree si verifica il "turismo riproduttivo". Opposta la posizione di Juan Lacadena, che respinge la clonazione di embrioni umani per "ragioni giuridiche ed etiche" e sostiene l'istituzione di comitati di bioetica negli ospedali e nei centri di ricerca, affinche' si pronuncino sulla convenienza o no di eseguire determinati esperimenti scientifici. Questi organi deliberativi dovrebbero essere "indipendenti, pluridisciplinari e plurali".
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