Venerdì 5 giugno 2026
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Spagna. Interventi con staminali adulte

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
I traumatologi murciani Pedro Luis Ripoll e Mariano de Prado, che in agosto effettuarono la prima operazione, in Spagna, con cellule staminali adulte su un paziente affetto da necrosi al collo dl femore, proseguono nell'impegno di aggiungere "un granello di sabbia" alle linee di ricerca piu' avanzate. In questo mese daranno il loro apporto personale a quella grande speranza che si chiama terapia cellulare, pur precisando che "le applicazioni cliniche per ora sono molto limitate". Ripoll ribatte la necessita' di "non suscitare false aspettative", e ribadisce che, nella sua specialita', allo stato attuale le cellule staminali adulte vengono applicate solo in tre situazioni. Una e' quando si verifica un ritardo nel consolidamento delle fratture (e' stato fatto in nove casi). Un'altra e' la gia' citata necrosi del collo del femore (quattordici casi), in particolare nelle persone sotto i sessant'anni, con l'obiettivo di salvare il collo dell'utero ed evitare le protesi e tutta una catena di interventi. La terza e' quella che sono in procinto di mettere in pratica. Si trattera' d'impiantare le cellule staminali adulte nei cilindri del collagene, utilizzati per sostituire le cartilagini estratte per una lesione del ginocchio. Come spiega Ripoll, questi "cilindri sono gia' stati sperimentati su animali senza le cellule staminali adulte", e si e' potuto "dimostrare che si sono trasformati in cartilagine". Quello che si vorrebbe ora e' "migliorali" con l' impianto di staminali adulte.
L'esperto murciano sottolinea che le tre utilizzazioni descritte di cellule staminali adulte (il cui reperimento dal midollo osseo e da altri tessuti non pone i problemi etici delle embrionali) sono "una marcia in piu'" nei problemi traumatologici che contemplano "varie soluzioni". Ma l' importante, aggiunge, e' offrire una "realta' terapeutica, non false aspettative". Per esempio, l'uso della terapia cellulare non avrebbe senso o sarebbe addirittura sbagliata su pazienti giovani, nei quali, per eta', "le fratture si saldano". A suo giudizio "il peggio e' seminare confusione e indurre a credere che le altre tecniche siano obsolete, mentre invece sono valide in molti casi".
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